sabato 21 settembre 2013

Miserabilità in Umiltà

Sotto la Grazia di Cristo possiamo avere 3 attitudini, ma solo una di queste è quella da adottare:

  • Superbia
  • Miserabilità (parola coniata per l'occasione: essere o sentirsi miserabili)
  • Umiltà
Di primo acchitto tutti risponderemmo che la risposta giusta è l'umiltà e che di certo non facciamo parte delle altre due categorie, ma se vediamo bene ci sono un sacco di noi che fanno parte delle altre due e anche io spesso mi ritrovo in una delle due, infatti è una in particolare che è presente nelle chiese che si spaccia per buona, ma è terribile invece.
Lasciamo perdere la superbia, intesa in questo senso: persone che essendo sotto la Grazia di Dio sono convinte di non peccare più e che possono permettersi di fare cose che sono aldilà della fede, perchè "non è per opere", ma come dice Paolo "tutto mi è lecito, ma non tutto mi è utile".
Prendiamo invece in considerazione la Miserabilità: quell'atteggiamento che ci porta, in opposizione alla modalità precedente, a presentarci davanti a Dio in modo cosi miserabile e meschino da sentirci completamente inutili, ed effettivamente lo siamo! E' quando ci presentiamo a Dio piagniucolando ed elemosinando, e anche se Dio ci ha dato quello che chiediamo non crediamo di averlo ricevuto perchè "non siamo degni" o rifiutiamo delle responsabilità perchè "noi non siamo nessuno".
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.

L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.

Spirito Santo tramite Ivan Wolf
Giugno 2011 

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