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blog su riflessioni personali e rivelazioni intorno alla fede in Gesù Cristo: piccoli scorci di intima relazione con Gesù, illuminazioni che hanno cambiato il corso della mia vita
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lunedì 22 dicembre 2014
Resurrezione dei morti e Giudizio Eterno
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mercoledì 21 maggio 2014
In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 9
“A lui apre il portinaio e le pecore ascoltano la sua voce; ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori”. (Giovanni 10:3)
Tutto mi sarei aspettato tranne di entrare in uno studio medico e sentir parlare di Gesù. Mi ripromisi di ascoltare qualsiasi cosa diceva. E così fu. Dalla sua bocca uscivano un fiume di parole e i suoi occhi avevano una luce particolare e brillavano!
“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”( Matteo 5:16).
La sua luce risplendeva, era la luce del Cristo. Rimasi meravigliato ad ascoltarlo, e ancora meravigliato, e ancora. Quella luce incominciò a penetrare il mio cuore.
“Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.” (Genesi 1:3)
Mi parlò degli evangelici (era la seconda volta nella mia vita che sentivo il nome evangelici) e di un pastore, Silvano Zucchi, che faceva anche una trasmissione su un’emittente televisiva privata di Taranto. Ero curioso di conoscerlo di persona, sentivo che ormai la mia vita avrebbe preso una svolta, da quel giorno Gesù entrava veramente nella mia vita e non mi sarei più allontanato da Lui! Il dottore mi invitò a casa sua per un incontro e ci andai con i miei genitori. Cerano alcuni fratelli di questa chiesa e la moglie del dottore, Chiara. Subito dopo il nostro arrivo, giunse il pastore Silvano con sua moglie Susanna. La luce che vidi negli occhi del dott. Pagano la prima volta, era negli occhi di tutti quei fratelli e sorelle ma soprattutto nel pastore. Non avevo idea di cosa poteva succedere, pensavo a un discorso su Gesù. Ci fu una preghiera e mi ricordo che il pastore e sua moglie poggiarono le loro mani sul mio cuore: pensai che se Gesù fosse li in quel momento avrebbe fatto la stessa cosa. Gesù era presente ma io ancora non lo sapevo, non sapevo le meraviglie che il Signore stava preparando per me.
“Dove due o tre sono radunati nel Mio nome, lì sono Io in mezzo a loro”.(Matteo 18:20)
Quando ritornai a casa il mio desiderio di leggere la Parola diventò incredibilmente forte, non era più la mia volontà ma un’altra volontà stava combattendo per me, percepivo le cose ma non avevo la consapevolezza, questa volta non ero più solo. Dopo qualche giorno vennero a casa nostra. Sentivo che non erano più gli uomini che mi parlavano ma era come se tutti loro erano diventati un unica voce, un orchestra in perfetta sintonia con un unico maestro che li dirigeva: Dio!
“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Giovanni 8:32).
Ormai avevo la sensazione che queste parole diventavano realtà, la libertà tanto cercata, quella vera, quella che ti toglie ogni incubo dalla mente, quella che ti fa sentire in pace ovunque tu sei… ero proprio in volo per la libertà!
Stavo realizzando che solo Gesù poteva darmi questo.
Queste persone presero quello straccio maleodorante e lo misero davanti a Gesù e Lui lo lavò col Suo Sangue prezioso. Dopo qualche giorno mi invitarono ad andare nella loro chiesa. Incominciai a conoscere questa gente, mi trovavo a mio agio tra loro e non mi sentivo affatto giudicato. Le prime volte facevo fatica ad entrare perché pensavo di non essere degno ma subito qualcosa nelle parole del pastore Silvano mi tranquillizzava, sembrava che il Signore mi parlasse direttamente.
“Gesù alzatosi, le disse: donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ella rispose: Nessuno Signore. E Gesù disse: neppure Io ti condanno”. (Giovanni 8:10)
Sentivo che Dio è Dio d’amore e non di giudizio: perché avrebbe sacrificato il Suo unico Figlio per dei peccatori? Pensate che lo ha fatto per accusare o per rimproverare? Il suo amore è ILLIMITATO! Gesù è venuto per salvare non per giudicare e chi lo ha mandato è il Padre Santo! Tutto incominciava a diventare chiaro nella mia mente. Il castigo, la punizione, i sensi di colpa iniziavano a sparire al loro posto arrivava una pace, una speranza.
Tutto mi sarei aspettato tranne di entrare in uno studio medico e sentir parlare di Gesù. Mi ripromisi di ascoltare qualsiasi cosa diceva. E così fu. Dalla sua bocca uscivano un fiume di parole e i suoi occhi avevano una luce particolare e brillavano!
“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”( Matteo 5:16).
La sua luce risplendeva, era la luce del Cristo. Rimasi meravigliato ad ascoltarlo, e ancora meravigliato, e ancora. Quella luce incominciò a penetrare il mio cuore.
“Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.” (Genesi 1:3)
Mi parlò degli evangelici (era la seconda volta nella mia vita che sentivo il nome evangelici) e di un pastore, Silvano Zucchi, che faceva anche una trasmissione su un’emittente televisiva privata di Taranto. Ero curioso di conoscerlo di persona, sentivo che ormai la mia vita avrebbe preso una svolta, da quel giorno Gesù entrava veramente nella mia vita e non mi sarei più allontanato da Lui! Il dottore mi invitò a casa sua per un incontro e ci andai con i miei genitori. Cerano alcuni fratelli di questa chiesa e la moglie del dottore, Chiara. Subito dopo il nostro arrivo, giunse il pastore Silvano con sua moglie Susanna. La luce che vidi negli occhi del dott. Pagano la prima volta, era negli occhi di tutti quei fratelli e sorelle ma soprattutto nel pastore. Non avevo idea di cosa poteva succedere, pensavo a un discorso su Gesù. Ci fu una preghiera e mi ricordo che il pastore e sua moglie poggiarono le loro mani sul mio cuore: pensai che se Gesù fosse li in quel momento avrebbe fatto la stessa cosa. Gesù era presente ma io ancora non lo sapevo, non sapevo le meraviglie che il Signore stava preparando per me.
“Dove due o tre sono radunati nel Mio nome, lì sono Io in mezzo a loro”.(Matteo 18:20)
Quando ritornai a casa il mio desiderio di leggere la Parola diventò incredibilmente forte, non era più la mia volontà ma un’altra volontà stava combattendo per me, percepivo le cose ma non avevo la consapevolezza, questa volta non ero più solo. Dopo qualche giorno vennero a casa nostra. Sentivo che non erano più gli uomini che mi parlavano ma era come se tutti loro erano diventati un unica voce, un orchestra in perfetta sintonia con un unico maestro che li dirigeva: Dio!
“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Giovanni 8:32).
Ormai avevo la sensazione che queste parole diventavano realtà, la libertà tanto cercata, quella vera, quella che ti toglie ogni incubo dalla mente, quella che ti fa sentire in pace ovunque tu sei… ero proprio in volo per la libertà!
Stavo realizzando che solo Gesù poteva darmi questo.
Queste persone presero quello straccio maleodorante e lo misero davanti a Gesù e Lui lo lavò col Suo Sangue prezioso. Dopo qualche giorno mi invitarono ad andare nella loro chiesa. Incominciai a conoscere questa gente, mi trovavo a mio agio tra loro e non mi sentivo affatto giudicato. Le prime volte facevo fatica ad entrare perché pensavo di non essere degno ma subito qualcosa nelle parole del pastore Silvano mi tranquillizzava, sembrava che il Signore mi parlasse direttamente.
“Gesù alzatosi, le disse: donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ella rispose: Nessuno Signore. E Gesù disse: neppure Io ti condanno”. (Giovanni 8:10)
Sentivo che Dio è Dio d’amore e non di giudizio: perché avrebbe sacrificato il Suo unico Figlio per dei peccatori? Pensate che lo ha fatto per accusare o per rimproverare? Il suo amore è ILLIMITATO! Gesù è venuto per salvare non per giudicare e chi lo ha mandato è il Padre Santo! Tutto incominciava a diventare chiaro nella mia mente. Il castigo, la punizione, i sensi di colpa iniziavano a sparire al loro posto arrivava una pace, una speranza.
continua...
venerdì 16 maggio 2014
In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 6
Riprendevo la mia vita da scapolo, amicizie di ogni genere, non pensavo al futuro e mia figlia la vedevo di rado. Nel frattempo conobbi Francisca, una dolcissima ragazza sud americana di Santo Domingo. Quello che mi colpi era il suo sorriso e la sua dolcezza. Iniziai questa relazione, ma non la presi troppo sul serio. Lei partiva spesso per il suo paese restando con me nei periodi stagionali di lavoro. Lavoravamo in ristorante ed incominciavo a pensare che fare due lavori era troppo pesante, qualche anno dopo abbandonai il lavoro di odontotecnico. La vita procedeva tra un divertimento ed un altro, sei mesi dell’anno mi sentivo legato a questa persona e sei mesi libero di vivere come volevo. La mia curiosità sul mondo dello spirituale cresceva. La mia casa si riempì di libri e per me era una cosa veramente nuova perché da ragazzo leggevo niente. Ormai ero informatissimo su le cinque religioni principali: induismo, buddismo, giudaismo, cristianesimo, islamismo, ma sempre pensavo: qual’è la verità! Nella mia mente era sorta una strana filosofia, una nuova religione e tutto andava bene. Tutto tranne il fatto che non mi rendevo conto che restavo schiavo di questo mondo!
“Io sono la via, la verità, la vita”. (Giovanni 14:6)
Ero lontano dalla Sua via. Mi ricordo che stavo leggendo di un santone indiano: Sai Baba. Parlava della fedeltà dei mussulmani e della loro forza e screditava Gesù dicendo che era un Dio minore esaltando la potenza di Maometto. In quel momento il mio cuore non accettò questa cosa, dai miei occhi scendevano lacrime di tristezza, piangevo come un bambino.. Cosa mi succedeva? Non mi era mai capitato che il mio cuore difendeva Gesù così, ora mi rendo conto che lo Spirito Santo mi parlò per la prima volta, la persona meravigliosa dello Spirito di Dio si manifestava ed io non ne avevo la consapevolezza… allo stesso tempo entrava una pace mai avvertita prima, non capivo nulla ma stavo bene, quelle lacrime avevano riempito il mio cuore di una strana pace, una vera pace.
“Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori, se il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie”. ( salmo 127 )
Avevo costruito la mia casa sulla sabbia e la rabbia prese il sopravvento, sembrava che il nemico si rendesse conto che mi avrebbe perso e sferrava un attacco senza precedenti: incominciò di nuovo una terribile crisi, di nuovo medici, psicofarmaci e nulla cambiò. Tentai il suicidio ma questa volta l’aiuto del Signore fu veramente evidente. Nella mia mente arrivarono pensieri terribili “non potrai mai essere un buon padre”, “non potrai mai essere un buon lavoratore” “sei un marito pessimo e non riesci ad avere una moglie” “sei un perverso e sai solo peccare”… il nemico stava lavorando nella mia mente cercando di convincermi al suicidio. Mi aveva convinto e decido di farla finita, come? Pensai che potevo farlo col gas, non riuscivo ad immaginare un tipo di morte diversa. Chiusi tutte le finestre mi barricai in cucina ed aprii il gas. Mi misi nel lettino e aspettai. Ma non passò neanche qualche secondo che sentii suonare al campanello insistentemente, l’inquilino del piano di sotto era invaso dall’acqua che pioveva dal soffitto. Chiusi in fretta il gas ed aprii la porta. Andammo nel bagno e ci accorgemmo che il tubo dell’acqua che collegava la lavatrice si era inspiegabilmente rotto. Il Signore mi aveva salvato! Non lo capii subito, ci vollero diversi anni per capire che Gesù aveva avuto pietà di me, la cosa straordinaria e che l’aveva fatto senza nessuna mia richiesta. Oggi so che c’erano molte persone che pregavano per me ed io non conoscevo ancora la potenza della preghiera di intercessione, la potenza del Sangue prezioso di Gesù, la forza ed il movimento dello Spirito e l’’Amore infinito del nostro Padre Santo!
continua...
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mercoledì 14 maggio 2014
In Volo Per La Libertà - La Storia Di Domenico, parte 5
“Non date ciò che è santo hai cani…!”
ecco che queste parole mi risuonavano nella testa… “a Domenico, non sei proprio buono a nulla, non sai evitare il peccato, ti tocca l’inferno”…. pensieri terribili affioravano nella mia mente e ancora non capivo cosa mi succedeva. Eppure ogni tanto invocavo il nome di Gesù ( ogni tanto!). Si, poteva essere un continuo per un giorno ma il giorno dopo basta…! E così il nemico prendeva il sopravvento… e chi aveva calcolato il nemico! “Ah povero Domenico, forse è meglio che ti rivolgi al nemico… Gesù proprio non ne vuole sapere di te!!” così andando. Dopo qualche mese era successo poco e niente, avevo paura ad esporre i miei problemi perché mi sentivo giudicato e nessuno mi diceva niente ne tanto meno sentivo il desiderio di chiedere. Per di più tornavano desideri sessuali come in adolescenza, insomma la situazione sembrava peggiorare. Dopo un po’ di mesi però migliorò leggermente leggendo le Sacre Scritture, il Nuovo Testamento. Per la prima volta leggevo la Parola del Signore, ma senza un buon addestramento anche quello è destinato ad essere abbandonato. Dopo un anno da quell’incontro con Gesù ci trasferimmo a Venezia. Il fallimento nel lavoro e nel matrimonio era giunto a compimento e pensavamo di risolvere la questione trasferendoci. Ma i problemi non cessarono anzi, aumentarono. Io partii per primo, presi una casa in affitto e trovai lavoro come odontotecnico e come aiuto cuoco la sera e il fine settimana, era una nuova avventura e mi sentivo pronto per affrontarla con uno spirito nuovo. Ma il nemico è sempre in agguato
“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare, distruggere …” (Giovanni 10:10 )
È proprio così, come pensi che stai bene e che tutto va per il verso giusto il nemico ti attacca soprattutto quando sa che può fare del male… è il suo divertimento! In una sera d’estate del 1988 bevvi qualche bicchiere di più e il desiderio del sesso si fece sentire.
Quando veramente non sai come combattere questa cosa, il desiderio si tramuta in frutto: partorisce il peccato! Non fu tanto tragico l’episodio del peccato quanto i sensi di colpa e le conseguenze. Qualche giorno dopo incominciai ad avere una crisi terribile, peggiore di quella avuta prima del servizio di leva. Persi consapevolezza della realtà ed ebbi allucinazioni uditive: sentii una voce terribile che mi parlava. Questa volta ero proprio all’inferno e non potevo scappare da nessuna parte. Incominciai a vagare per tre giorni non sapendo dove andare e dopo, incoraggiato telefonicamente dal vescovo della comunità vecchio-cattolica, mi presentai alla polizia ferroviaria di Brescia e loro chiamarono un’ambulanza che mi portò in ospedale. Scoprii in seguito che mi trovavo a Brescia al momento non mi rendevo conto. Quella fu l’ultima volta che sentii il vescovo e tra l’altro misi da parte anche le Sacre Scritture perché mi spaventai tanto! Qualcosa mi diceva però che tutto questo non aveva a che fare con Dio ma col diavolo. La cosa che mi sorprendeva che la mia fame spirituale non cessò mai. Purtroppo dopo questo episodio la separazione con mia moglie e mia figlia era inevitabile, dovetti fare delle perizie psichiatriche per vedere Francesca ma piano piano le cose si mettevano meglio. I problemi però non finivano anzi sembrava che qualcuno voleva la mia distruzione.
È proprio così, come pensi che stai bene e che tutto va per il verso giusto il nemico ti attacca soprattutto quando sa che può fare del male… è il suo divertimento! In una sera d’estate del 1988 bevvi qualche bicchiere di più e il desiderio del sesso si fece sentire.
Quando veramente non sai come combattere questa cosa, il desiderio si tramuta in frutto: partorisce il peccato! Non fu tanto tragico l’episodio del peccato quanto i sensi di colpa e le conseguenze. Qualche giorno dopo incominciai ad avere una crisi terribile, peggiore di quella avuta prima del servizio di leva. Persi consapevolezza della realtà ed ebbi allucinazioni uditive: sentii una voce terribile che mi parlava. Questa volta ero proprio all’inferno e non potevo scappare da nessuna parte. Incominciai a vagare per tre giorni non sapendo dove andare e dopo, incoraggiato telefonicamente dal vescovo della comunità vecchio-cattolica, mi presentai alla polizia ferroviaria di Brescia e loro chiamarono un’ambulanza che mi portò in ospedale. Scoprii in seguito che mi trovavo a Brescia al momento non mi rendevo conto. Quella fu l’ultima volta che sentii il vescovo e tra l’altro misi da parte anche le Sacre Scritture perché mi spaventai tanto! Qualcosa mi diceva però che tutto questo non aveva a che fare con Dio ma col diavolo. La cosa che mi sorprendeva che la mia fame spirituale non cessò mai. Purtroppo dopo questo episodio la separazione con mia moglie e mia figlia era inevitabile, dovetti fare delle perizie psichiatriche per vedere Francesca ma piano piano le cose si mettevano meglio. I problemi però non finivano anzi sembrava che qualcuno voleva la mia distruzione.
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lunedì 12 maggio 2014
In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 4
Incominciarono i primi problemi coniugali, i litigi erano quotidiani, la mia rabbia e la
mia ira erano oltre misura, per niente scaraventavo oggetti sul muro ma la tragedia era che me la prendevo con mia moglie: e qui che il diavolo ti attacca, prima ti colpisce e poi ti fa sentire uno straccio. Come aumentavano l’ira e i sensi di colpa così aumentavano l’alcolismo e il desiderio sessuale. Il lavoro andava male per la mia inesperienza ma soprattutto per il mio comportamento. La catastrofe era inevitabile, ma la cosa più terribile era che mia figlia si trovava nel mezzo di questa lotta. Da una parte cercavo di appagare i miei desideri dall’altra mi sentivo terribilmente in colpa.
“Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido” (salmo 34:15).
In quel periodo il Signore ascoltò la voce di mia figlia e ci venne in aiuto. Era la prima volta che speravo nell’aiuto del Padre, nel Signore. Conoscemmo, nel corso di training, una ragazza che era nella chiesa cattolica apostolica dell’unione di Utrecht, i vecchio-cattolici. Per la prima volta sentii parlare di Gesù in una maniera differente da come l’avevo sentito da mia madre, studiato a scuola o ascoltato in una chiesa romana. C’era solo un problema: non era ancora il momento del vero incontro con Gesù, col Signore, col Padre Celeste. Una cosa però successe, la mia fame spirituale cresceva e il Signore era vicino, sentivo una presenza diversa e tante cose che sono successe da quel periodo in poi mi hanno fatto capire che Lui non mi ha più abbandonato.
“Egli tese dall’alto la mano e mi prese…” (salmo 18:18)
Posso dire che anche il nemico non mi mollava. La cosa però, non mi era molto chiara perché avevo appreso che con la rinuncia a satana e la nostra volontà potevi evitare il peccato e il nemico, con l’invocazione del nome di Gesù tutto si metteva a posto. Ma era proprio così? Vedevo che più andavo avanti e più queste cose non avevano effetto su di me. O si, il nome di Gesù è potente, ma la mia volontà? Se ne andava dove va la carne..!
mia ira erano oltre misura, per niente scaraventavo oggetti sul muro ma la tragedia era che me la prendevo con mia moglie: e qui che il diavolo ti attacca, prima ti colpisce e poi ti fa sentire uno straccio. Come aumentavano l’ira e i sensi di colpa così aumentavano l’alcolismo e il desiderio sessuale. Il lavoro andava male per la mia inesperienza ma soprattutto per il mio comportamento. La catastrofe era inevitabile, ma la cosa più terribile era che mia figlia si trovava nel mezzo di questa lotta. Da una parte cercavo di appagare i miei desideri dall’altra mi sentivo terribilmente in colpa.
“Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido” (salmo 34:15).
In quel periodo il Signore ascoltò la voce di mia figlia e ci venne in aiuto. Era la prima volta che speravo nell’aiuto del Padre, nel Signore. Conoscemmo, nel corso di training, una ragazza che era nella chiesa cattolica apostolica dell’unione di Utrecht, i vecchio-cattolici. Per la prima volta sentii parlare di Gesù in una maniera differente da come l’avevo sentito da mia madre, studiato a scuola o ascoltato in una chiesa romana. C’era solo un problema: non era ancora il momento del vero incontro con Gesù, col Signore, col Padre Celeste. Una cosa però successe, la mia fame spirituale cresceva e il Signore era vicino, sentivo una presenza diversa e tante cose che sono successe da quel periodo in poi mi hanno fatto capire che Lui non mi ha più abbandonato.
“Egli tese dall’alto la mano e mi prese…” (salmo 18:18)
Posso dire che anche il nemico non mi mollava. La cosa però, non mi era molto chiara perché avevo appreso che con la rinuncia a satana e la nostra volontà potevi evitare il peccato e il nemico, con l’invocazione del nome di Gesù tutto si metteva a posto. Ma era proprio così? Vedevo che più andavo avanti e più queste cose non avevano effetto su di me. O si, il nome di Gesù è potente, ma la mia volontà? Se ne andava dove va la carne..!
continua....
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sabato 10 maggio 2014
In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 3
“Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni…” (apocalisse 20:9).
Non avevo mai letto l’’Apocalisse ma era come se quelle parole mi risuonassero nelle mie orecchie e nella mia mente per la prima volta avvertii un’angoscia inimmaginabile, non so se quella è la sensazione che si prova stando all’inferno ma vi assicuro che mi sentivo proprio così. Incominciai a conoscere gli psicofarmaci pensando che quell’angoscia non mi avrebbe più abbandonato per il resto della vita.
Iniziai il servizio di leva, dopo i primi due mesi a Lecce mi trasferirono in Friuli. Un anno prima avevo conosciuto la mia prima moglie a Venezia e pensai che potevo finirla con una vita di dissolutezza e diventare più serio ma il nemico non la pensava così ed ebbi il mio primo incontro con la prostituzione: non sapevo che questo avrebbe influito pesantemente sulla mia vita.
Terminato il militare tornai a casa, avevo un ricordo vago di quello che era successo l’anno prima, come una nebbia si era formata nella mia mente, ogni possibile esistenza di Dio e di satana si era come affievolita ma in me era nata una cosa: la voglia di saperne di più, la fame di qualcosa che non conoscevo.
Avevo questa fame di conoscere la verità, c’era solo un particolare: il nemico cercava in tutti i modi di allontanarmi.
Questa ricerca mi portò a conoscere un associazione che si occupava di parapsicologia e teneva dei corsi di trainig e rilassamento. Si basava su i colori, su tecniche di rilassamento e meditazioni, una tecnica molto simile a quella della meditazione buddista ma priva della recitazione di sutra, (preghiera ripetuta in sàscrito, lingua antica tibetana). In questi corsi appresi dell’esistenza di energie che potevano avere dei poteri e appresi anche che questi poteri si potevano ritorcere contro di te. La magia si basa proprio su queste cose ed è ciò che il nemico ha a disposizione per colpirti.
“L’anima mia è in mezzo ai leoni; dimoro tra gente che vomita fiamme, in mezzo a uomini i cui denti sono lance e frecce e la cui lingua è una spada affilata” (salmo 57:4).
Incominciavo a muovermi nel potere del nemico, conoscevo le sue tecniche e ne ero affascinato non sapendo che tutto questo si ripercuoteva su di me. Nel frattempo mi ero sposato con Betty ed era nata mia figlia Francesca. Le cose sembravano andare benino perché aprii un laboratorio e mia moglie, che aveva studiato danza per diversi anni a Venezia, entrò a lavorare in quel settore. Le cose non vanno affatto bene quando il tuo alleato non è Dio. Ma Lui mi ha amato e protetto sempre, anche quando ero lontano dalla Sua presenza.
In Volo Per la Libertà - La Storia di Domenico, parte 2
Ancora non sapevo neanche dell’esistenza di un Dio ma Lui mi conosceva bene:
“Prima che Io ti avessi formato nel grembo di tua madre, Io ti ho conosciuto…” (Geremia 1:5)
Avevo avuto qualche esperienza con la chiesa cattolica da ragazzino ma per me l’idea di Dio era sempre un’idea di distanza e distacco, pensavo che Dio era nel suo trono lontano in cielo chissà in quale punto dell’universo e che noi eravamo per qualche ragione in questo pianeta, che per vivere ci poteva andare bene o male a secondo del nostro destino. In quel periodo non mi interessava la questione e vedevo di cattivo occhio tutto ciò che riguardava l’argomento.
Da bambino avevo ricevuto un’educazione cattolica da mia madre e mia nonna , mi piaceva sentir parlare di Gesù nelle feste comandate ma per il resto dell’anno spariva ogni cosa. E così la mia vita continuava tra un giorno a scuola e tre con gli amici marinandola… ho perso due anni tra i banchi dell’istituto tecnico commerciale. Non avevo voglia di fare granché; davo la colpa ai miei genitori che non avevano voluto mandarmi al liceo artistico o musicale.
Dopo questi due anni pensai che era il momento di fare qualcosa: non potevo vivere pensando di non fare proprio niente. Così in accordo con i miei genitori mi iscrissi ad una scuola professionale di odontotecnica e riuscii a superare i primi due anni abbastanza bene e gli ultimi due meno bene. Continuavo però a dare più importanza alle ragazze, al sesso, agli spinelli, ai locali di divertimento, quando ero a casa alla tv: insomma a tutto ciò di quanto c’è in una vita basata sui piaceri di questo mondo.
“Ora le opere della carne sono manifeste e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sette, invidie, ubriachezze, orge e altre cose simili… chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio” (Galati 5:19,21).
Non capivo che mi avviavo verso il baratro, ma questo non potevo saperlo.
Poco prima di partire per il militare però successe una cosa veramente inaspettata. Avevo incominciato a frequentare un gruppo di persone impegnate politicamente, tra questi vi era un ex prete. Non so se ha influito questa presenza ma sta di fatto che ho avuto il mio primo approccio con l’esistenza di Dio, ma quel che più mi sconvolse fu che non solo appresi dell’esistenza di un Dio ma anche dell’esistenza di un nemico!
“Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste…" (apocalisse 13).
Per diversi giorni conobbi la paura vera, avevo la percezione di forze incredibilmente grandi e potenti che si scontravano, qualcosa aveva cambiato la mia vita! La sensazione era che qualcosa mi seguiva e sapeva tutto di me. Una voce di giudizio ottenebrava la mia mente e una notte avvenne un fatto ancora più agghiacciante: vomitai come un piccolo feto e molto sangue. Ero spaventato e mi sentivo impotente. Chiaramente la prima cosa che mia madre, mio padre e gli amici mi consigliarono era quella di rivolgermi ad un medico. Mia madre mi volle portare in chiesa a parlare col suo parroco ma posso dirvi che non ebbi risposta.
continua...
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