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martedì 3 giugno 2014

Identità - Studio 1 - il Solido Fondamento

Il solido fondamento
Gettare le giusta fondamenta nella nostra vita e le giuste priorità ci aiuterà a costruire una vita solida ed avere la giusta prospettiva del perché facciamo le cose. Per questo faremo una similitudine con la costruzione di una casa.

  • Il solido fondamento:Dio, ogni cosa comincia con Lui.
  • La Testa (architetto): il Padre, Ebrei 11:10
  • la Pietra Angolare (la Roccia): Cristo Gesù Efesini 2:20
  • il Consigliere: Lo Spirito Santo
  • Salvezza attraverso Cristo: 2 Corinzi 5:18 parla di:
  • Riconciliazione→per avere→Relazione

Questo ci suggerisce che il piano di Dio è spinto dall'amore! Ora, per avere relazione con qualcuno dobbiamo amarlo.

  • I tre Pilastri: Fede, Speranza, Amore 1 Corinzi 13: 13
  • l'Amore è la più grande:
  • chi ci viene chiesto di amare? 
    • Dio, 
    • gli altri
  • Chi è amore: Dio è amore 1 Giovanni 4: 7-21
  • che cosa è l'amore: attributi dell'amore 1 Corinzi 13: 4- 8
Ex.: chiedere quanti di noi riescono a mettere in pratica tutti gli attributi dell'amore

  • I Mattoni – Il Frutto dello Spirito: il risultato naturale della nostra relazione con Dio 
    • Galati 5: 22 :Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Gentilezza, Bontà, Fedeltà, Mansuetudine e Autocontrollo.
E' interessante notare che la prima delle caratteristiche del frutto dello Spirito è l’Amore, quindi lo Spirito Santo e il Vero Amore sono molto legati, perché Dio è Amore
Ex.: chiedere, nuovamente, quanti di noi riescono a mettere in pratica tutti gli aspetti del frutto dello Spirito
questo tipo di Amore è un amore Divino.


  • Il Tetto:
    • Doni Spirituali: qualcosa da ricercare 1 Corinzi 12
    • Doni Ministeriali: persone date alla chiesa

entrambi sono dati alla chiesa dallo Spirito Santo per costruirla, mantenerla sicura e farla crescere.

Quindi noi usiamo i nostri doni spirituali o i nostri doni ministeriali per costruire la chiesa di Cristo, perché ci amiamo gli uni gli altri, perché amiamo Dio; se lo facciamo per altre ragioni non stiamo nel giusto.

  • Attraverso l'Amore noi rispettiamo tutta la legge di Dio.
Ogni volta che inizia a diventare duro servire Dio (amare) dentro di noi, torniamo indietro al solido fondamento, la radice:Gesù.

sabato 31 maggio 2014

In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 10

Incominciai a sentire del battesimo di ravvedimento e mi sembrò un po’ strano all’inizio, c’era ancora il nemico che cercava di intrufolarsi ma ormai era come un leone senza denti ne artigli. La certezza di questo arrivò qualche giorno più tardi, quando Pino Pagano (il dottore) mi portò ad un incontro dove c’era un pastore che veniva dall’ America, Franco Foti. In quel periodo non pensavo niente, l’unica cosa era che avevo uno straordinario appetito di conoscenza. Era la prima volta che avevo la consapevolezza della terza persona dello Spirito Santo.

“Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro di esprimersi.” (Atti 2:2)

Capii che lo Spirito portava un vento di cose belle e nuove tutte da scoprire, era un’avventura unica e bellissima. Un’infinità di cose meravigliose che servivano per aiutare la gente ma anche per edificarti. Quella sera vidi gente che si liberava vomitando, perdendo conoscenza cadendo a terra e mi ricordai quello che mi era capitato molti anni prima. Solo ora avevo una risposta a tutto e il sorriso cominciava a spuntare sul mio viso. Quello che avevo sempre pensato era realtà, ora potevo liberarmi da quell’incubo di tutti quegli anni. Ritornando a casa con fratello Pino, sembravamo due ragazzini contenti, cantavamo e ridevamo di una felicità vera. Pioveva a dirotto, il Signore benedì anche con la sua acqua quella serata. La cosa meravigliosa e che quella sera sentii la voce di Dio : mi ricordai di una preghiera fatta a 14 anni quando ero in un gruppo cattolico di ragazzi, tutti dicevano che sentivano il Signore, sentivano la Sua voce ma io molto sinceramente dissi “ Signore, io non sento proprio niente”. Quella sera, invece, sentii una voce dentro me che mi diceva: “E adesso senti?” fu meraviglioso, la voce era soave, dolce come quella di una madre solo che era maschile. Mi sembrava di sognare. Da quella sera smisi di prendere gli ansiolitici, mi ricordo che quando mi mettevo a letto mi sentivo cullare.

“In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro”.(Salmo 4:8)

I fratelli e le sorelle mi aiutavano, non mi facevano mai mancare l’appoggio e l’aiuto, sopratutto Chiara e Pino, nonostante i loro problemi e impegni, erano sempre disponibili, mi incoraggiavano con una telefonata o con una visita. Quando ero in chiesa tutti partecipavano al mio incoraggiamento. Sentivo un calore ed un amore diverso dal solito. Il Signore però mi avvisò subito che bisognava stare attenti. Conoscevo le armi di un cristiano e dovevo imparare ad usarle ma come in caserma avevo un istruttore, il più grande dell’universo: lo Spirito di Dio! Fui messo subito alla prova. Rimasi solo in casa dei miei per quattro mesi, giravo molto in giardino cantando e lodando il Signore, leggendo la Parola. Avevo nel cassetto tre scatole di ansiolitici intatte, ero alle prime armi e poteva accadere di tutto. Infatti non ricordo cosa successe e perché presi tutte e tre le scatole di ansiolitici, desiderai e il desiderio partorì il peccato! Questo era un avvertimento per sottolineare che con le nostre forze non possiamo niente, assolutamente niente, solo se apriamo il nostro cuore a Gesù sinceramente, Lui ci può salvare. Questa volta non mi feci ingannare dal nemico e il Padre mi raccolse con amore e da quel momento non mi lasciò più, ammisi la mia debolezza e Lui ebbe una compassione infinita verso di me. Ora so che quando un pensiero strano si avvicina lo metto nelle Sue mani e ci pensa Lui, ed io mi sento volare e sono tranquillo.

“State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito che è la Parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza!” ( Efesini 6:14)


Le cose che succedono ora sono meravigliose, tutto è possibile con il Signore, ma questa è un’altra storia.

Con affetto...Domenico


Mi rialzerai se non avrò più forze 

Mi rialzerai con Te ce la farò 

Sarai con me nel buio della notte

Mi rialzerai e in alto volerò

Dedicato allo Spirito Santo

mercoledì 21 maggio 2014

In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 9

“A lui apre il portinaio e le pecore ascoltano la sua voce; ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori”. (Giovanni 10:3)

Tutto mi sarei aspettato tranne di entrare in uno studio medico e sentir parlare di Gesù. Mi ripromisi di ascoltare qualsiasi cosa diceva. E così fu. Dalla sua bocca uscivano un fiume di parole e i suoi occhi avevano una luce particolare e brillavano!

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”( Matteo 5:16).

La sua luce risplendeva, era la luce del Cristo. Rimasi meravigliato ad ascoltarlo, e ancora meravigliato, e ancora. Quella luce incominciò a penetrare il mio cuore.

“Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.” (Genesi 1:3)

Mi parlò degli evangelici (era la seconda volta nella mia vita che sentivo il nome evangelici) e di un pastore, Silvano Zucchi, che faceva anche una trasmissione su un’emittente televisiva privata di Taranto. Ero curioso di conoscerlo di persona, sentivo che ormai la mia vita avrebbe preso una svolta, da quel giorno Gesù entrava veramente nella mia vita e non mi sarei più allontanato da Lui! Il dottore mi invitò a casa sua per un incontro e ci andai con i miei genitori. Cerano alcuni fratelli di questa chiesa e la moglie del dottore, Chiara. Subito dopo il nostro arrivo, giunse il pastore Silvano con sua moglie Susanna. La luce che vidi negli occhi del dott. Pagano la prima volta, era negli occhi di tutti quei fratelli e sorelle ma soprattutto nel pastore. Non avevo idea di cosa poteva succedere, pensavo a un discorso su Gesù. Ci fu una preghiera e mi ricordo che il pastore e sua moglie poggiarono le loro mani sul mio cuore: pensai che se Gesù fosse li in quel momento avrebbe fatto la stessa cosa. Gesù era presente ma io ancora non lo sapevo, non sapevo le meraviglie che il Signore stava preparando per me.

“Dove due o tre sono radunati nel Mio nome, lì sono Io in mezzo a loro”.(Matteo 18:20)

Quando ritornai a casa il mio desiderio di leggere la Parola diventò incredibilmente forte, non era più la mia volontà ma un’altra volontà stava combattendo per me, percepivo le cose ma non avevo la consapevolezza, questa volta non ero più solo. Dopo qualche giorno vennero a casa nostra. Sentivo che non erano più gli uomini che mi parlavano ma era come se tutti loro erano diventati un unica voce, un orchestra in perfetta sintonia con un unico maestro che li dirigeva: Dio!

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Giovanni 8:32).

Ormai avevo la sensazione che queste parole diventavano realtà, la libertà tanto cercata, quella vera, quella che ti toglie ogni incubo dalla mente, quella che ti fa sentire in pace ovunque tu sei… ero proprio in volo per la libertà!

Stavo realizzando che solo Gesù poteva darmi questo.

Queste persone presero quello straccio maleodorante e lo misero davanti a Gesù e Lui lo lavò col Suo Sangue prezioso. Dopo qualche giorno mi invitarono ad andare nella loro chiesa. Incominciai a conoscere questa gente, mi trovavo a mio agio tra loro e non mi sentivo affatto giudicato. Le prime volte facevo fatica ad entrare perché pensavo di non essere degno ma subito qualcosa nelle parole del pastore Silvano mi tranquillizzava, sembrava che il Signore mi parlasse direttamente.

“Gesù alzatosi, le disse: donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ella rispose: Nessuno Signore. E Gesù disse: neppure Io ti condanno”. (Giovanni 8:10)


Sentivo che Dio è Dio d’amore e non di giudizio: perché avrebbe sacrificato il Suo unico Figlio per dei peccatori? Pensate che lo ha fatto per accusare o per rimproverare? Il suo amore è ILLIMITATO! Gesù è venuto per salvare non per giudicare e chi lo ha mandato è il Padre Santo! Tutto incominciava a diventare chiaro nella mia mente. Il castigo, la punizione, i sensi di colpa iniziavano a sparire al loro posto arrivava una pace, una speranza.
                                                                                                                                       continua...

giovedì 7 novembre 2013

Definizione di Chiesa

I Affermazione

ogni chiesa dovrebbe essere fondata sul fondamento di Cristo Gesù, secondo ciò che insegna la Parola, su una santa dottrina fondata sul vincolo dell'Amore e della misericordia e non su regole e statuti umani.
Una chiesa sempre attiva in preghiera, evangelizzazione e aiuto verso il povero.
Che si propone di raggiungere obiettivi scaturiti dalla visione – che è unica nel modo, ma uguale per motivazione, di chiesa in chiesa, di città in città, di nazione in nazione, in base a fattori socioculturali, politici e morali e soprattutto dalla chiamata di Dio.
Sì, questa è la sfida, tenere sempre la fiamma accesa: permettere sempre allo Spirito Santo di parlarci e dare direzioni, senza ammutolirlo.
La chiesa si può ben riassumere in tre parole: Fede, Speranza e Amore; senza dimenticarci che la più grande di esse è l'amore, l'essenza stessa di Dio.

La chiesa, inoltre, non è un luogo fisico o una struttura e non deve mai essere vincolata a spazi o posizioni. La Chiesa è un organismo vivo, che va aldilà delle quattro mura di un locale; e le sue manifestazioni sono oltre il mantenimento e l'amministrazione di un locale.
La Chiesa è ognuno di noi, in qualsiasi momento, quando ci si incontra in piccoli gruppi, durante un pranzo o una visita, quando testimoniamo di Lui, quindi le attività della chiesa vanno oltre i semplici culti settimanali, e i ministri non sono solo quelli che hanno a che fare con il pulpito, con la struttura o con l'avere un certo numero di persone sotto di se, ognuno è ministro (amministratore) dei propri doni spirituali e talenti, in ogni momento e in ogni dove, ogni qualvolta c'è bisogno d'aiutare qualcuno a supplire a quel bisogno. Questa è Chiesa.”


II Affermazione


il senso di appartenenza alla Chiesa di Cristo (prima universale, poi locale) dovrebbe essere indelebile e parte dell'identità del credente, come lo sono nome e cognome: quando non sei nella tua famiglia sei sempre parte di essa; a prescindere da luogo, ora, data o situazione, il sangue non si può negare, tanto meno quello di Cristo.”

venerdì 11 ottobre 2013

Umiltà

L'Umiltà non è dire sempre no a tutto: se siamo capaci di fare qualcosa dobbiamo dirlo, dire di non essere capaci di fare qualcosa quando lo si è, è falsa umiltà, nonchè una bugia.
Prima di tutto dobbiamo avere una chiara e onesta stima di noi stessi, Romani 12:3.
Nella Verità c'è umiltà: quando Gesù dice "prendete esempio da me che sono umile e mansueto" Matteo 11:29, può sembrare arrogante, ma è la verità, perchè Lui è così! O quando dice di essere il Cristo, Dio in persona, immaginate per le persone presenti quanto può essere sembrato presuntuoso, ma Lui diceva il vero, quindi non c'è ne orgoglio ne presunzione nel dire la Verità.
Quindi una volta che abbiamo le idee chiare su chi siamo, possiamo parlare del vero. Ma è cosa facciamo di questa verità che determina la nostra umiltà, qual'è lo scopo per cui utilizziamo la Verità.
Se utilizziamo i nostri diritti o la verità per scopi malvagi, non per proclamare la Giustizia, se usiamo la verità per prendere vantaggio sugli altri, per ferirli, per punirli, per sentirci superiori, se usiamo la verità per essere ammirati o per mettere i doni in vetrina e non essere usati per il beneficio altrui...Quella è mancanza di Umiltà.
Se uno ha un dono di insegnamento, quel dono deve essere riconosciuto, e non c'è orgoglio nel dire che uno a quel dono. L'Orgoglio (mancanza di umiltà) nasce nel momento in cui vietiamo a certe persone di usare di quel dono, quando non lo condividiamo con nessuno.
Ad esempio: accettiamo di insegnare solo se ci chiamano per una conferenza, però se una persona ci chiede di spiegargli qualcosa rifiutiamo, perchè in quello non c'è riconoscimento da parte di nessuno, o quella persona non è importante per noi.
7.12.11

mercoledì 9 ottobre 2013

Spezzare il Pane

Per Gesù lo spezzare il pane non è mai stata una divisione, ma moltiplicazione e unità.
Condivisione del messaggio del Vangelo, Sacrificio e unità, espansione della Chiesa...Amore dato ai popoli
Marco 8:1-9

11.11.11

martedì 17 settembre 2013

L'Amore in un divisione

Tutti conosciamo i meravigliosi versi di 1 Corinzi 13, ma quanti di noi riescono a metterli in pratica?
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa"  1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:

  • soffre ogni cosa: l'amore è pronto a qualsiasi colpo basso;
  • crede ogni cosa: l'amore crede ogni cosa, cioè che ogni situazione sia sempre risolvibile e recuperabile;
  • spera ogni cosa: l'amore non solo crede, ma mette la volontà di recuperare una situazione;
  • sopporta ogni cosa: l'amore è comprensivo, soprattutto verso chi sbaglia, altrimenti non si parlerebbe di sopportazione.
Queste quattro caratteristiche dell'amore non si applicano a chi ha torto, ma a chi si sente nella ragione.
Chi Ama, e quindi mette in pratica tutte le caratteristiche dell'amore, è sempre dalla parte della ragione perché si troverà dalla parte di Dio.
Ma ribadendo le caratteristiche scritte in 1 Corinzi 13:7, amare è non dare importanza al fatto di avere ragione, ma umiliarsi come se non ne avessimo. Tutti siamo mancanti in questo e cerchiamo un po' di farci giustizia da soli, come succede nella giungla dove vince il più forte, ma questo modo di fare è rischioso perché senza accorgercene stiamo affermando, con le nostre azioni, che Dio non sarà capace di renderci giustizia, e allora facciamo noi...che facciamo prima.
Non cerchiamo la giustizia (personale), ma la Misericordia, perché anche chi ha errato è una persona Amata da Dio e per cui Gesù è morto. Amen.

venerdì 13 settembre 2013

Il Corpo di Gesù - La Cena del Patto

Mi domandavo perché noi, come Cristiani, avessimo da soffrire così tante prove; noi siamo seguaci, fratelli e amici di Gesù e aspiriamo ad essere come Lui.
Cristo ha sofferto? I fori nelle sue mani e piedi e nel costato, un giorno, ce ne daranno conferma.
Ma c'è un significato più profondo in questo. Pensate al corpo fisico di Gesù, pieno di lividure, contusioni, sanguinante e dolorante; e, avendo letto attentamente Efesini 2: 15-16 e altri passi che confermano la stessa cosa, compendiamo che noi siamo il Corpo Spirituale di Cristo e che patiremo dei soprusi, dice Gesù: "se lo hanno fatto a me lo faranno anche a voi".
Cosa c'entra tutto ciò con la Santa Cena?!?
I due simboli, il pane e il vino, rappresentano corpo e sangue di Gesù Cristo. Gesù disse, dopo aver spezzato il pane: "questo è il mio corpo, che è dato per voi, fate questo in memoria di me".
Ora se il pane è il corpo di Cristo e noi siamo Corpo di Cristo, noi siamo quel pane!!!
Così come un unico pane si spezza e crea altri pezzi che si dividono ancora, ma sempre parte dello stesso pane, Gesù ha spezzato il suo corpo per produrre noi e noi dobbiamo spezzarci per produrre altri figli di Dio e rimanere uniti come parte dello stesso corpo.
Spezzarsi significa umiliarsi, amare, dare agli altri.
Poi Gesù disse: "questo calice è il Nuovo Patto nel mio Sangue, che è sparso per voi".
Siamo tanti pezzettini di pane facenti parte di un unico pane, la cosa che ci unisce è il vino, cioè il Sangue di Cristo Gesù, cioè il Suo Spirito presente in ognuno di noi che è il medesimo, così come c'è un solo Corpo, un solo Patto, un solo Figlio, un solo Spirito e un solo Dio, una sola morte e un solo nome che prevale sulle tenebre, Gesù Cristo! Alleluia, Amen.

nota del 2009