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lunedì 7 luglio 2014

Identità - Studio 2 -Chi è Dio, parte 4

I tre sono uno
Abbiamo detto che nell'antico testamento si fa riferimento per lo più a quello che noi conosciamo come Dio Padre, allora una domanda potrebbe nascere spontanea: da dove sono saltati fuori gli “altri due”? Sono dottrine inserite e insegnate solo nel nuovo testamento? NO!
Loro erano presenti fin dall'inizio; vediamo come: proprio dai primi versi della bibbia, Genesi, ci da larga dimostrazione della presenza di Dio nelle sue tre manifestazioni:
  • Genesi 1: 1 – Dio Padre: ...Dio creò i cieli e la terra.
  • Genesi 1: 2 – Dio Spirito Santo: ...e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.
  • Genesi 3: 15 – Dio Figlio (il Messiah)...io porrò inimicizia tra te e la donna, tra il tuo seme e il seme di lei, esso ti schiaccerà il capo e tu ferirai il suo calcagno.
  • Genesi 1: 26 – Dio rivolgendosi a se stesso dice “facciamo”: a chi si rivolge? Con chi sta parlando? Con gli angeli? No, parla col Suo Spirito, Suo Figlio e i due parlano col Padre, tutto in un Solo Unico Dio.

lo Spirito Santo nel Vecchio Testamento

ogni qual volta che troviamo l'espressione “lo Spirito del Signore” o “lo Spirito di Dio” si sta facendo riferimento allo Spirito Santo. La differenza è però nella modalità con cui agiva lo Spirito prima della pentecoste. Lo Spirito si c'era e lavorava nella vita delle persone, ma non era residente in loro come in noi che abbiamo creduto in Gesù Cristo, lo Spirito investiva la persona dandogli forza, potenza, profezia o quello che la persona necessitava, dopodiché lasciava la persona; così come succedeva a Sansone, che non possedeva una super forza in qualsiasi momento, ma solo quando gli era dato dallo Spirito Santo.
Alcuni esempi della presenza dello Spirito Santo nell'antico testamento:

Gesù Cristo nel Vecchio Testamento

la rivelazione del Messia avviene solo nei vangeli, ma ciò non vuol dire che il Figlio è venuto fuori dal nulla. Gesù Cristo è Dio, quindi non è stato creato, ma esiste fino dalla fondazione del mondo, come attesta anche la Scrittura stessa (proverbi 8, Giovanni 8: 58).
Infatti il Cristo appare più volte a personaggi dell'antico testamento in maniera quantomeno enigmatica, ma chiaramente straordinaria, presentandosi con corpo umano, ma non essendo confuso come tale. Possiamo riconoscere tali apparizioni perché lo scrittore si riferisce a “L'”Angelo del Eterno, non “un” angelo qualsiasi (la parola angelo significa messaggero inviato – mal'ak' in ebraico, anghelos in greco). Consecutivamente lo scrittore o l'interlocutore lo riconosce come Eterno, Signore.
Tali apparizioni si chiamano Teofanie, cioè una manifestazione di Dio stesso, in cui L'Angelo del Eterno si presenta come distinto e uno con l'Eterno.
Esempi di Teofanie nel vecchio testamento:

I tre sono uno
Come abbiamo visto singolarmente, il Padre è Dio, anche lo Spirito Santo è Dio e Gesù Cristo è Dio. Non tre dei, ma Un Solo Dio. Questo concetto viene chiamato Trinità. Parola che però non appare nella bibbia (fate attenzione! Non la troverete scritta in nessun libro). E neanche troveremo un verso che ci spieghi cos'è la trinità, questo noi lo deduciamo dalla Parola, dove in molti casi, come abbiamo già visto, Padre, Figlio e Spirito vengono chiamati Dio, o come vedremo adesso, versi dove appaiono tutti e tre in un armonia perfetta:

  • 2 Corinzi 13: 13 La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi

  • Matteo 28: 19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (non “nei nomi”)

  • Luca 3: 22 e lo Spirito Santo scese su di lui(Gesù) in forma corporea, come una colomba; e venne una voce dal cielo: «Tu sei il mio diletto Figlio; in te mi sono compiaciuto».

  • Atti 7: 55 Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio

  • Romani 15: 16 di essere un ministro di Cristo Gesù tra gli stranieri, esercitando il sacro servizio del vangelo di Dio, affinché gli stranieri diventino un’offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo.

Dio è uno soltanto, non adoriamo tanti dei come i pagani, ma Egli si manifesta come Padre, Figlio e Spirito Santo. Noi non comprendiamo come ciò avvenga, la nostra mente è limitata per capire un Dio tanto grande. Alcuni esempi però possono tentare di spiegare cosa possa dire:



  • un uomo può essere contemporaneamente padre, marito e figlio.
  • La stessa persona può essere chiamato con nomi diversi a seconda del luogo e delle circostanze: papà, professore, signore; eppure sempre la stessa persona.
  • L'uovo è formato da tre elementi distinti: guscio, albume e tuorlo, ma ancora lo chiamiamo uovo, come se fosse una cosa sola.
  • L'acqua ha delle proprietà per cui può presentarsi in stato liquido, gassoso o solido.

martedì 3 giugno 2014

Identità - Studio 1 - il Solido Fondamento

Il solido fondamento
Gettare le giusta fondamenta nella nostra vita e le giuste priorità ci aiuterà a costruire una vita solida ed avere la giusta prospettiva del perché facciamo le cose. Per questo faremo una similitudine con la costruzione di una casa.

  • Il solido fondamento:Dio, ogni cosa comincia con Lui.
  • La Testa (architetto): il Padre, Ebrei 11:10
  • la Pietra Angolare (la Roccia): Cristo Gesù Efesini 2:20
  • il Consigliere: Lo Spirito Santo
  • Salvezza attraverso Cristo: 2 Corinzi 5:18 parla di:
  • Riconciliazione→per avere→Relazione

Questo ci suggerisce che il piano di Dio è spinto dall'amore! Ora, per avere relazione con qualcuno dobbiamo amarlo.

  • I tre Pilastri: Fede, Speranza, Amore 1 Corinzi 13: 13
  • l'Amore è la più grande:
  • chi ci viene chiesto di amare? 
    • Dio, 
    • gli altri
  • Chi è amore: Dio è amore 1 Giovanni 4: 7-21
  • che cosa è l'amore: attributi dell'amore 1 Corinzi 13: 4- 8
Ex.: chiedere quanti di noi riescono a mettere in pratica tutti gli attributi dell'amore

  • I Mattoni – Il Frutto dello Spirito: il risultato naturale della nostra relazione con Dio 
    • Galati 5: 22 :Amore, Gioia, Pace, Pazienza, Gentilezza, Bontà, Fedeltà, Mansuetudine e Autocontrollo.
E' interessante notare che la prima delle caratteristiche del frutto dello Spirito è l’Amore, quindi lo Spirito Santo e il Vero Amore sono molto legati, perché Dio è Amore
Ex.: chiedere, nuovamente, quanti di noi riescono a mettere in pratica tutti gli aspetti del frutto dello Spirito
questo tipo di Amore è un amore Divino.


  • Il Tetto:
    • Doni Spirituali: qualcosa da ricercare 1 Corinzi 12
    • Doni Ministeriali: persone date alla chiesa

entrambi sono dati alla chiesa dallo Spirito Santo per costruirla, mantenerla sicura e farla crescere.

Quindi noi usiamo i nostri doni spirituali o i nostri doni ministeriali per costruire la chiesa di Cristo, perché ci amiamo gli uni gli altri, perché amiamo Dio; se lo facciamo per altre ragioni non stiamo nel giusto.

  • Attraverso l'Amore noi rispettiamo tutta la legge di Dio.
Ogni volta che inizia a diventare duro servire Dio (amare) dentro di noi, torniamo indietro al solido fondamento, la radice:Gesù.

mercoledì 21 maggio 2014

In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 9

“A lui apre il portinaio e le pecore ascoltano la sua voce; ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori”. (Giovanni 10:3)

Tutto mi sarei aspettato tranne di entrare in uno studio medico e sentir parlare di Gesù. Mi ripromisi di ascoltare qualsiasi cosa diceva. E così fu. Dalla sua bocca uscivano un fiume di parole e i suoi occhi avevano una luce particolare e brillavano!

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”( Matteo 5:16).

La sua luce risplendeva, era la luce del Cristo. Rimasi meravigliato ad ascoltarlo, e ancora meravigliato, e ancora. Quella luce incominciò a penetrare il mio cuore.

“Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.” (Genesi 1:3)

Mi parlò degli evangelici (era la seconda volta nella mia vita che sentivo il nome evangelici) e di un pastore, Silvano Zucchi, che faceva anche una trasmissione su un’emittente televisiva privata di Taranto. Ero curioso di conoscerlo di persona, sentivo che ormai la mia vita avrebbe preso una svolta, da quel giorno Gesù entrava veramente nella mia vita e non mi sarei più allontanato da Lui! Il dottore mi invitò a casa sua per un incontro e ci andai con i miei genitori. Cerano alcuni fratelli di questa chiesa e la moglie del dottore, Chiara. Subito dopo il nostro arrivo, giunse il pastore Silvano con sua moglie Susanna. La luce che vidi negli occhi del dott. Pagano la prima volta, era negli occhi di tutti quei fratelli e sorelle ma soprattutto nel pastore. Non avevo idea di cosa poteva succedere, pensavo a un discorso su Gesù. Ci fu una preghiera e mi ricordo che il pastore e sua moglie poggiarono le loro mani sul mio cuore: pensai che se Gesù fosse li in quel momento avrebbe fatto la stessa cosa. Gesù era presente ma io ancora non lo sapevo, non sapevo le meraviglie che il Signore stava preparando per me.

“Dove due o tre sono radunati nel Mio nome, lì sono Io in mezzo a loro”.(Matteo 18:20)

Quando ritornai a casa il mio desiderio di leggere la Parola diventò incredibilmente forte, non era più la mia volontà ma un’altra volontà stava combattendo per me, percepivo le cose ma non avevo la consapevolezza, questa volta non ero più solo. Dopo qualche giorno vennero a casa nostra. Sentivo che non erano più gli uomini che mi parlavano ma era come se tutti loro erano diventati un unica voce, un orchestra in perfetta sintonia con un unico maestro che li dirigeva: Dio!

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. (Giovanni 8:32).

Ormai avevo la sensazione che queste parole diventavano realtà, la libertà tanto cercata, quella vera, quella che ti toglie ogni incubo dalla mente, quella che ti fa sentire in pace ovunque tu sei… ero proprio in volo per la libertà!

Stavo realizzando che solo Gesù poteva darmi questo.

Queste persone presero quello straccio maleodorante e lo misero davanti a Gesù e Lui lo lavò col Suo Sangue prezioso. Dopo qualche giorno mi invitarono ad andare nella loro chiesa. Incominciai a conoscere questa gente, mi trovavo a mio agio tra loro e non mi sentivo affatto giudicato. Le prime volte facevo fatica ad entrare perché pensavo di non essere degno ma subito qualcosa nelle parole del pastore Silvano mi tranquillizzava, sembrava che il Signore mi parlasse direttamente.

“Gesù alzatosi, le disse: donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? Ella rispose: Nessuno Signore. E Gesù disse: neppure Io ti condanno”. (Giovanni 8:10)


Sentivo che Dio è Dio d’amore e non di giudizio: perché avrebbe sacrificato il Suo unico Figlio per dei peccatori? Pensate che lo ha fatto per accusare o per rimproverare? Il suo amore è ILLIMITATO! Gesù è venuto per salvare non per giudicare e chi lo ha mandato è il Padre Santo! Tutto incominciava a diventare chiaro nella mia mente. Il castigo, la punizione, i sensi di colpa iniziavano a sparire al loro posto arrivava una pace, una speranza.
                                                                                                                                       continua...

martedì 5 novembre 2013

II Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo (2008)

II Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo

credo che nulla sia a caso e che in tutto, sia nel bene che nel male, Dio abbia il suo proposito. Ci siamo trovati a condividere le nostre esperienze e a renderci conto che qualcosa sta accadendo e che forse i tempi sono maturi per qualcosa che Dio ha già preparato. Risveglio? Non lo so, però siamo noi pronti a quello che Lui ci comanda?
Vorrei che tutti leggiate la lettera di II Corinzi interamente, possibilmente tutta in una volta per non perdere il filo del discorso che Paolo fa ai Corinzi.
Leggendola ho potuto constatare come questo libro si avvicini a questo periodo della chiesa e del nostro personale.
Spero che leggendo, anche voi abbiate delle rivelazioni e possiate aggiungerle a quelle che ho avuto io, le espongo di seguito.

I Rivelazione: «Ecco ORA è il tempo della salvezza » II cor. 6:2, non domani, non ieri e neanche oggi, ma ORA; mi ha veramente colpito questa piccola e comune parola e mi fa capire che il tempo è maturo e che noi siamo già vincitori insieme a Cristo II cor. 2:14.

II Rivelazione: « E' tempo di FARE » II cor. 8: 10-12, se i tempi sono maturi siamo pronti a FARE?
Fino adesso abbiamo voluto, ma dobbiamo passare all'azione (8:11). Ci dobbiamo mettere in testa IO POSSO, si noi possiamo perché le promesse di Dio sono SI ed AMEN II cor. 1: 20, di questo possiamo essere sicuri perché abbiamo il sigillo che è la caparra dello Spirito nei nostri cuori II cor.1: 22; 5: 5.
quindi dobbiamo avere bene in mente:
  • Chi siamo in Cristo, per Dio e anche per il mondo: siamo odore di Cristo II cor. 2: 15, e lettera di Cristo II cor 3: 3.
  • Da dove vengono le nostre capacità: le nostre capacità vengono da Dio che ci rende ministri idonei II cor. 3: 5-6.
Ma come figli di Dio come dobbiamo procedere per fare?
  • la prima cosa è il MODO DI PARLARE, avendo noi la speranza parliamo con franchezza II cor. 3: 12 perché se il nostro vangelo è velato, lo è per chi muore II cor. 4: 3, quindi parliamo di cosa noi crediamo II cor. 4: 13. Di cosa precisamente dobbiamo parlare ce lo rivela II cor. 5: 14- 21
  • la seconda cosa è il COMPORTAMENTO: esaminate attentamente il capitolo 6 fino al verso 1 del capitolo 7 (II cor. 6: 1- 18, 7:1).
  • la terza cosa, molto importante, il DARE: il dare non solo i soldi, ma tutto a Lui, più del tempo, più delle risorse, più di tutto II cor. 9: 6, e qui notiamo uno dei principi di Dio « come semini raccogli ». sforziamoci di dare le nostre vite come un offerta vivente, non solo a parole, ma abbandonandoci completamente a Lui.
  • Ultima cosa, ma non meno importante, è l'avere delle armi in nostro possesso, le armi sono sinonimo di AZIONE II cor. 10: 3-5
III Rivelazione « in qualsiasi condizione (la mia GRAZIA ti basta) » II cor. 12: 7-10.
per servire il Signore non abbiamo bisogno di condizioni favorevoli, ma di un cuore disposto. Anche se, come detto prima, le promesse di Dio sono si ed amen II cor. 1: 20, non è detto che le vedremo realizzarsi in questa vita. Comprendete il senso profondo di quello che sto dicendo:
Dio non è tenuto a darci niente e noi non potremo mai ripagare il sacrificio fatto per noi, quindi anche se Dio non dovesse benedirti, tu non dovresti fare comunque la sua opera? 
Se non hai quello che chiedi, non devi comunque predicare il vangelo? 
Dio cambia se tu non hai nulla o rimane sempre e comunque Dio onnipotente?
E se Egli viene rinnegato, non esiste comunque?
 Si, vi dico...è per questo passiamo afflizioni, perché anche allora Lo dobbiamo lodare, e saremo sempre consolati. Paolo ci da un grande esempio di cosa significhi quello che ho appena detto: II cor. 1: 3-11; 4:8-11/ 16-17; 7: 5-6/ 9-11.
Collegandosi al verso 1: 11 comprendiamo l'importanza della preghiera e l'importanza di questo gruppo di persone. Avete visto quanti deserti che qui chiamiamo afflizioni, ma ci passiamo tutti e per non perdere la bussola nel deserto dobbiamo porre bene lo sguardo sulla nostra FEDE e dove essa punta.
Puntare lo sguardo non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, che sono eterne ci dice II cor. 4: 18, facendoci comprendere di non dare adito alle sensazioni umane, infatti, la fede non si basa su emozioni o su come ci sentiamo, Dio c'è sia che sei triste sia che sei allegro. Come ci spiega meglio II cor. 5: 1-9, ponendo attenzione al verso 7 « camminiamo per fede e non per visione ».
ora per fare tutto questo dobbiamo avere dei requisiti:
  • UMILTA' II cor. 4:7 siamo dei vasi di terra per dimostrare l'eccellenza di Dio.
  • Un CONCETTO SOBRIO DI NOI STESSI II cor. 10: 13- 18 per non andare oltre ciò che Dio ci comanda.
  • SAPERE COSA CI ASPETTA COME SERVI DI DIO II cor. 11: 23-28, fatiche, percosse, insulti, bestemmie, disavventure e imprevisti.

Il Signore sia con voi in ogni tempo, fino al suo ritorno glorioso.

Gesù torna presto, Amen.

2008

venerdì 11 ottobre 2013

Umiltà

L'Umiltà non è dire sempre no a tutto: se siamo capaci di fare qualcosa dobbiamo dirlo, dire di non essere capaci di fare qualcosa quando lo si è, è falsa umiltà, nonchè una bugia.
Prima di tutto dobbiamo avere una chiara e onesta stima di noi stessi, Romani 12:3.
Nella Verità c'è umiltà: quando Gesù dice "prendete esempio da me che sono umile e mansueto" Matteo 11:29, può sembrare arrogante, ma è la verità, perchè Lui è così! O quando dice di essere il Cristo, Dio in persona, immaginate per le persone presenti quanto può essere sembrato presuntuoso, ma Lui diceva il vero, quindi non c'è ne orgoglio ne presunzione nel dire la Verità.
Quindi una volta che abbiamo le idee chiare su chi siamo, possiamo parlare del vero. Ma è cosa facciamo di questa verità che determina la nostra umiltà, qual'è lo scopo per cui utilizziamo la Verità.
Se utilizziamo i nostri diritti o la verità per scopi malvagi, non per proclamare la Giustizia, se usiamo la verità per prendere vantaggio sugli altri, per ferirli, per punirli, per sentirci superiori, se usiamo la verità per essere ammirati o per mettere i doni in vetrina e non essere usati per il beneficio altrui...Quella è mancanza di Umiltà.
Se uno ha un dono di insegnamento, quel dono deve essere riconosciuto, e non c'è orgoglio nel dire che uno a quel dono. L'Orgoglio (mancanza di umiltà) nasce nel momento in cui vietiamo a certe persone di usare di quel dono, quando non lo condividiamo con nessuno.
Ad esempio: accettiamo di insegnare solo se ci chiamano per una conferenza, però se una persona ci chiede di spiegargli qualcosa rifiutiamo, perchè in quello non c'è riconoscimento da parte di nessuno, o quella persona non è importante per noi.
7.12.11

L'Immagine di Cristo

Non abbiamo bisogno di immagini di Cristo, perchè noi siamo immagine di Cristo che Dio sta lavorando e finendo secondo quello che noi un giorno saremo: Immagine di Cristo.
6.12.11

domenica 22 settembre 2013

La Pigna

La pigna dei pini si apre a seconda del calore, più caldo fa e più i suoi "petali" si allargano, ed è quando si aprono che è possibile prendere i frutti: i pinoli.
Così siamo noi, più stiamo alla presenza di Dio, più il nostro cuore si apre e più il nostro cuore si apre e più diamo frutto: Amore, Speranza, Fede, Benevolenza, Carità, Pace, Gentilezza, Autocontrollo, Mitezza, Bontà, Misericordi (Galati 5:22).
nota del 6-8-2012

sabato 21 settembre 2013

Miserabilità in Umiltà

Sotto la Grazia di Cristo possiamo avere 3 attitudini, ma solo una di queste è quella da adottare:

  • Superbia
  • Miserabilità (parola coniata per l'occasione: essere o sentirsi miserabili)
  • Umiltà
Di primo acchitto tutti risponderemmo che la risposta giusta è l'umiltà e che di certo non facciamo parte delle altre due categorie, ma se vediamo bene ci sono un sacco di noi che fanno parte delle altre due e anche io spesso mi ritrovo in una delle due, infatti è una in particolare che è presente nelle chiese che si spaccia per buona, ma è terribile invece.
Lasciamo perdere la superbia, intesa in questo senso: persone che essendo sotto la Grazia di Dio sono convinte di non peccare più e che possono permettersi di fare cose che sono aldilà della fede, perchè "non è per opere", ma come dice Paolo "tutto mi è lecito, ma non tutto mi è utile".
Prendiamo invece in considerazione la Miserabilità: quell'atteggiamento che ci porta, in opposizione alla modalità precedente, a presentarci davanti a Dio in modo cosi miserabile e meschino da sentirci completamente inutili, ed effettivamente lo siamo! E' quando ci presentiamo a Dio piagniucolando ed elemosinando, e anche se Dio ci ha dato quello che chiediamo non crediamo di averlo ricevuto perchè "non siamo degni" o rifiutiamo delle responsabilità perchè "noi non siamo nessuno".
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.

L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.

Spirito Santo tramite Ivan Wolf
Giugno 2011 

mercoledì 18 settembre 2013

Aquile e Polli

Tutti desideriamo una bella vita ricca di soddisfazioni, una vita che supera le situazioni difficili.
La Bibbia ci fa un meraviglioso esempio: quello dell'aquila, che vola al di sopra dei problemi e non si stanca di volare (Isaia 40:31).
Ma perché nella nostra vita mendichiamo da Dio e non ci sentiamo come quelle aquile che volano?
Il fatto è, che quando abbiamo accettato Cristo siamo diventati come aquile, ma satana ci fa credere di non essere tali. Non serve a nulla avere le ali di aquila se crediamo di essere polli!
Possiamo avere molti talenti, capacità e doni, ma se pensiamo che non saremo capaci di usarli rimarranno infruttuosi. Così dobbiamo avere anche il cuore dell'aquila, senza paura, e con la consapevolezza di avere due magnifiche ali e la capacità di volare.
nota del 14-12-2010

martedì 17 settembre 2013

L'Amore in un divisione

Tutti conosciamo i meravigliosi versi di 1 Corinzi 13, ma quanti di noi riescono a metterli in pratica?
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa"  1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:

  • soffre ogni cosa: l'amore è pronto a qualsiasi colpo basso;
  • crede ogni cosa: l'amore crede ogni cosa, cioè che ogni situazione sia sempre risolvibile e recuperabile;
  • spera ogni cosa: l'amore non solo crede, ma mette la volontà di recuperare una situazione;
  • sopporta ogni cosa: l'amore è comprensivo, soprattutto verso chi sbaglia, altrimenti non si parlerebbe di sopportazione.
Queste quattro caratteristiche dell'amore non si applicano a chi ha torto, ma a chi si sente nella ragione.
Chi Ama, e quindi mette in pratica tutte le caratteristiche dell'amore, è sempre dalla parte della ragione perché si troverà dalla parte di Dio.
Ma ribadendo le caratteristiche scritte in 1 Corinzi 13:7, amare è non dare importanza al fatto di avere ragione, ma umiliarsi come se non ne avessimo. Tutti siamo mancanti in questo e cerchiamo un po' di farci giustizia da soli, come succede nella giungla dove vince il più forte, ma questo modo di fare è rischioso perché senza accorgercene stiamo affermando, con le nostre azioni, che Dio non sarà capace di renderci giustizia, e allora facciamo noi...che facciamo prima.
Non cerchiamo la giustizia (personale), ma la Misericordia, perché anche chi ha errato è una persona Amata da Dio e per cui Gesù è morto. Amen.

domenica 15 settembre 2013

L'Acqua dalla Roccia

Chiedevo a Dio di andare oltre, voglio più di Lui in me, voglio che il mio rapporto personale con il Signore sia più forte e più efficace.
Ho sentito questo: che ci dobbiamo rompere per fare venir fuori Gesù da dentro di noi, rompere ogni schema, rompere il nostro io, rompere il nostro carattere, noi non dobbiamo esistere più: ci dobbiamo umiliare se vogliamo vedere dei risultati.
Il Signore mi ha mostrato questo esempio in Esodo 17: 6 dove Mosè percuote la roccia per far uscire acqua, ebbene, Dio ci ha promesso che da noi sgorgherà acqua viva, ma per questo noi (la roccia) dobbiamo romperci e lasciare che l'acqua (la volontà di Dio) passi attraverso noi senza ostacoli. Mettere da parte le nostre idee e i nostri modi di fare è difficile, ma i modi di Dio non sono i nostri, e certe volte siamo duri come la roccia, ma Gesù è la vera Roccia.

Salmi 78: 15
Isaia 10: 26
Proverbi 4: 23
nota del 2009

giovedì 12 settembre 2013

Nutrire Gesù

Gesù deve crescere in noi e per crescere dobbiamo nutrirlo, affinché cresca forte in noi.
come si nutre: leggendo la Parola (la Sacra Bibbia) e mettendola in pratica.
Efesini 4: 13 - arrivare alla perfetta statura di Cristo