venerdì 27 settembre 2013

L'Ultima Generazione

http://www.youtube.com/watch?v=BhG11nwVFE8

questa è l'ultima o una delle ultime generazioni che abiterà questa terra.
Non c'è mai stata una generazione come questa;

la tecnologia ha raggiunto livelli assurdi ed è entrata nelle nostre vite, togliendoci dei principi fondamentali delle relazioni umane, non possiamo farne a meno;

l'idolatria ha raggiunto livelli allucinanti;

per questo penso che se questa generazione si rialza e decide di servire Dio, la sua scelta è radicale!!

è tempo di non compromettersi più con questo mondo, fino ad oggi abbiamo usato di questo mondo, ma ormai la moralità è arrivata ad un livello cosi basso che non possiamo più aggregarci con esso.
Dobbiamo andare contro corrente, è il tempo di rimettere sottosopra questa terra, di cambiare la cultura dei nostri paesi, non di assecondarla passando inosservati come abbiamo fatto fin'ora.
È ora di cambiare quello che non va nelle nostre culture, che, ahimè, è diventata parte delle nostre vite.

Lo spirito di questo mondo si fa sempre più forte e noi non ce ne rendiamo neanche conto.
Viviamo una vita cosi adagiata e tranquilla che non ci poniamo il problema se stiamo facendo o no la volontà di Dio realmente.

La facciamo, o crediamo di farla, solo all'interno della chiesa, poi fuori di li siamo liberi di comportarci come vogliamo, di prendere le decisioni senza interpellare nessuno, ne tanto meno Dio.

E se qualcuno calpesta i nostri diritti siamo pronti a farli rispettare.
Gesù dice di soffrire qualche danno, di cercare amichevole accordo con i nostri avversari, di amare i nemici, perché se amiamo solo chi ci ama, che facciamo di tanto straordinario.


Questa è una sfida!!!

domenica 22 settembre 2013

La Pigna

La pigna dei pini si apre a seconda del calore, più caldo fa e più i suoi "petali" si allargano, ed è quando si aprono che è possibile prendere i frutti: i pinoli.
Così siamo noi, più stiamo alla presenza di Dio, più il nostro cuore si apre e più il nostro cuore si apre e più diamo frutto: Amore, Speranza, Fede, Benevolenza, Carità, Pace, Gentilezza, Autocontrollo, Mitezza, Bontà, Misericordi (Galati 5:22).
nota del 6-8-2012

sabato 21 settembre 2013

Miserabilità in Umiltà

Sotto la Grazia di Cristo possiamo avere 3 attitudini, ma solo una di queste è quella da adottare:

  • Superbia
  • Miserabilità (parola coniata per l'occasione: essere o sentirsi miserabili)
  • Umiltà
Di primo acchitto tutti risponderemmo che la risposta giusta è l'umiltà e che di certo non facciamo parte delle altre due categorie, ma se vediamo bene ci sono un sacco di noi che fanno parte delle altre due e anche io spesso mi ritrovo in una delle due, infatti è una in particolare che è presente nelle chiese che si spaccia per buona, ma è terribile invece.
Lasciamo perdere la superbia, intesa in questo senso: persone che essendo sotto la Grazia di Dio sono convinte di non peccare più e che possono permettersi di fare cose che sono aldilà della fede, perchè "non è per opere", ma come dice Paolo "tutto mi è lecito, ma non tutto mi è utile".
Prendiamo invece in considerazione la Miserabilità: quell'atteggiamento che ci porta, in opposizione alla modalità precedente, a presentarci davanti a Dio in modo cosi miserabile e meschino da sentirci completamente inutili, ed effettivamente lo siamo! E' quando ci presentiamo a Dio piagniucolando ed elemosinando, e anche se Dio ci ha dato quello che chiediamo non crediamo di averlo ricevuto perchè "non siamo degni" o rifiutiamo delle responsabilità perchè "noi non siamo nessuno".
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.

L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.

Spirito Santo tramite Ivan Wolf
Giugno 2011 

giovedì 19 settembre 2013

il Falegname

Probabilmente Gesù, per gran parte della sua vita, ha fatto il falegname, come suo "padre".
Un lavoro duro, dove non mancano gli infortuni, ma notate il paradosso: per la maggior parte della sua vita terrena Gesù ha maneggiato il legno, scegliendolo, tagliandolo, levigandolo, curandolo, lisciandolo, trasformandolo, per poi finire a morire su di un grezzo pezzo di legno, che era la Croce.
Questi siamo noi: Gesù allo stesso modo è venuto sulla Terra, umiliandosi, facendosi uomo, amandoci, mostrandoci la Via, insegnandoci, soffrendo per noi... e come ricompensa, come ringraziamento lo abbiamo ucciso. Proprio Lui che ci ha amato e curato dalla fondazione del mondo e che era li proprio per noi.

nota del 14-12-2010 

mercoledì 18 settembre 2013

Aquile e Polli

Tutti desideriamo una bella vita ricca di soddisfazioni, una vita che supera le situazioni difficili.
La Bibbia ci fa un meraviglioso esempio: quello dell'aquila, che vola al di sopra dei problemi e non si stanca di volare (Isaia 40:31).
Ma perché nella nostra vita mendichiamo da Dio e non ci sentiamo come quelle aquile che volano?
Il fatto è, che quando abbiamo accettato Cristo siamo diventati come aquile, ma satana ci fa credere di non essere tali. Non serve a nulla avere le ali di aquila se crediamo di essere polli!
Possiamo avere molti talenti, capacità e doni, ma se pensiamo che non saremo capaci di usarli rimarranno infruttuosi. Così dobbiamo avere anche il cuore dell'aquila, senza paura, e con la consapevolezza di avere due magnifiche ali e la capacità di volare.
nota del 14-12-2010

martedì 17 settembre 2013

L'Amore in un divisione

Tutti conosciamo i meravigliosi versi di 1 Corinzi 13, ma quanti di noi riescono a metterli in pratica?
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa"  1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:

  • soffre ogni cosa: l'amore è pronto a qualsiasi colpo basso;
  • crede ogni cosa: l'amore crede ogni cosa, cioè che ogni situazione sia sempre risolvibile e recuperabile;
  • spera ogni cosa: l'amore non solo crede, ma mette la volontà di recuperare una situazione;
  • sopporta ogni cosa: l'amore è comprensivo, soprattutto verso chi sbaglia, altrimenti non si parlerebbe di sopportazione.
Queste quattro caratteristiche dell'amore non si applicano a chi ha torto, ma a chi si sente nella ragione.
Chi Ama, e quindi mette in pratica tutte le caratteristiche dell'amore, è sempre dalla parte della ragione perché si troverà dalla parte di Dio.
Ma ribadendo le caratteristiche scritte in 1 Corinzi 13:7, amare è non dare importanza al fatto di avere ragione, ma umiliarsi come se non ne avessimo. Tutti siamo mancanti in questo e cerchiamo un po' di farci giustizia da soli, come succede nella giungla dove vince il più forte, ma questo modo di fare è rischioso perché senza accorgercene stiamo affermando, con le nostre azioni, che Dio non sarà capace di renderci giustizia, e allora facciamo noi...che facciamo prima.
Non cerchiamo la giustizia (personale), ma la Misericordia, perché anche chi ha errato è una persona Amata da Dio e per cui Gesù è morto. Amen.