blog su riflessioni personali e rivelazioni intorno alla fede in Gesù Cristo: piccoli scorci di intima relazione con Gesù, illuminazioni che hanno cambiato il corso della mia vita
giovedì 7 novembre 2013
David Wilkerson - Strane manifestazioni
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Paul Washer - La piaga dell'evangelismo moderno
http://www.youtube.com/v/HqXel_pRNqU?version=3&autohide=1&autoplay=1&showinfo=1&attribution_tag=MnPzqPVi3NWZrNSo8BGdCA&autohide=1&feature=share
Definizione di Chiesa
I Affermazione
“ogni chiesa
dovrebbe essere fondata sul fondamento di Cristo Gesù, secondo ciò
che insegna la Parola, su una santa dottrina fondata sul vincolo
dell'Amore e della misericordia e non su regole e statuti umani.
Una chiesa sempre
attiva in preghiera, evangelizzazione e aiuto verso il povero.
Che si propone di
raggiungere obiettivi scaturiti dalla visione – che è unica nel
modo, ma uguale per motivazione, di chiesa in chiesa, di città in
città, di nazione in nazione, in base a fattori socioculturali,
politici e morali e soprattutto dalla chiamata di Dio.
Sì, questa è la
sfida, tenere sempre la fiamma accesa: permettere sempre allo Spirito
Santo di parlarci e dare direzioni, senza ammutolirlo.
La chiesa si può
ben riassumere in tre parole: Fede, Speranza e Amore; senza
dimenticarci che la più grande di esse è l'amore, l'essenza stessa
di Dio.
La chiesa, inoltre,
non è un luogo fisico o una struttura e non deve mai essere
vincolata a spazi o posizioni. La Chiesa è un organismo vivo, che va
aldilà delle quattro mura di un locale; e le sue manifestazioni sono
oltre il mantenimento e l'amministrazione di un locale.
La Chiesa è ognuno
di noi, in qualsiasi momento, quando ci si incontra in piccoli
gruppi, durante un pranzo o una visita, quando testimoniamo di Lui,
quindi le attività della chiesa vanno oltre i semplici culti
settimanali, e i ministri non sono solo quelli che hanno a che fare
con il pulpito, con la struttura o con l'avere un certo numero di
persone sotto di se, ognuno è ministro (amministratore) dei propri
doni spirituali e talenti, in ogni momento e in ogni dove, ogni
qualvolta c'è bisogno d'aiutare qualcuno a supplire a quel bisogno.
Questa è Chiesa.”
II Affermazione
“il senso di
appartenenza alla Chiesa di Cristo (prima universale, poi locale)
dovrebbe essere indelebile e parte dell'identità del credente, come
lo sono nome e cognome: quando non sei nella tua famiglia sei sempre
parte di essa; a prescindere da luogo, ora, data o situazione, il
sangue non si può negare, tanto meno quello di Cristo.”
mercoledì 6 novembre 2013
Paul Washer - chiese che usano mezzi carnali per attrarre visitatori
http://www.youtube.com/v/fGuXO2ROTDM?autohide=1&version=3&attribution_tag=HeBg3v_fwOjLND4Rh8SxIg&autoplay=1&showinfo=1&feature=share&autohide=1
Paul Washer - Il vero cristianesimo
martedì 5 novembre 2013
II Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo (2008)
II
Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo
credo che nulla sia a
caso e che in tutto, sia nel bene che nel male, Dio abbia il suo
proposito. Ci siamo trovati a condividere le nostre esperienze e a
renderci conto che qualcosa sta accadendo e che forse i tempi sono
maturi per qualcosa che Dio ha già preparato. Risveglio? Non lo so,
però siamo noi pronti a quello che Lui ci comanda?
Vorrei che tutti
leggiate la lettera di II Corinzi interamente, possibilmente tutta in
una volta per non perdere il filo del discorso che Paolo fa ai Corinzi.
Leggendola ho potuto
constatare come questo libro si avvicini a questo periodo della
chiesa e del nostro personale.
Spero che leggendo,
anche voi abbiate delle rivelazioni e possiate aggiungerle a quelle
che ho avuto io, le espongo di seguito.
I Rivelazione: «Ecco
ORA è il tempo della salvezza » II cor. 6:2, non domani, non
ieri e neanche oggi, ma ORA; mi ha veramente colpito questa piccola e
comune parola e mi fa capire che il tempo è maturo e che noi siamo
già vincitori insieme a Cristo II cor. 2:14.
II Rivelazione: « E'
tempo di FARE » II cor. 8: 10-12, se i tempi sono maturi siamo
pronti a FARE?
Fino adesso abbiamo
voluto, ma dobbiamo passare all'azione (8:11). Ci dobbiamo mettere in
testa IO POSSO, si noi possiamo perché le promesse di Dio sono SI ed
AMEN II cor. 1: 20, di questo possiamo essere sicuri perché abbiamo
il sigillo che è la caparra dello Spirito nei nostri cuori II cor.1: 22; 5: 5.
quindi dobbiamo avere
bene in mente:
- Chi siamo in Cristo, per Dio e anche per il mondo: siamo odore di Cristo II cor. 2: 15, e lettera di Cristo II cor 3: 3.
- Da dove vengono le nostre capacità: le nostre capacità vengono da Dio che ci rende ministri idonei II cor. 3: 5-6.
Ma come figli di Dio
come dobbiamo procedere per fare?
- la prima cosa è il MODO DI PARLARE, avendo noi la speranza parliamo con franchezza II cor. 3: 12 perché se il nostro vangelo è velato, lo è per chi muore II cor. 4: 3, quindi parliamo di cosa noi crediamo II cor. 4: 13. Di cosa precisamente dobbiamo parlare ce lo rivela II cor. 5: 14- 21
- la seconda cosa è il COMPORTAMENTO: esaminate attentamente il capitolo 6 fino al verso 1 del capitolo 7 (II cor. 6: 1- 18, 7:1).
- la terza cosa, molto importante, il DARE: il dare non solo i soldi, ma tutto a Lui, più del tempo, più delle risorse, più di tutto II cor. 9: 6, e qui notiamo uno dei principi di Dio « come semini raccogli ». sforziamoci di dare le nostre vite come un offerta vivente, non solo a parole, ma abbandonandoci completamente a Lui.
- Ultima cosa, ma non meno importante, è l'avere delle armi in nostro possesso, le armi sono sinonimo di AZIONE II cor. 10: 3-5
III Rivelazione « in
qualsiasi condizione (la mia GRAZIA ti basta) » II cor. 12: 7-10.
per servire il Signore
non abbiamo bisogno di condizioni favorevoli, ma di un cuore
disposto. Anche se, come detto prima, le promesse di Dio sono si ed
amen II cor. 1: 20, non è detto che le vedremo realizzarsi in questa
vita. Comprendete il senso profondo di quello che sto dicendo:
Dio
non è tenuto a darci niente e noi non potremo mai ripagare il
sacrificio fatto per noi, quindi anche se Dio non dovesse benedirti,
tu non dovresti fare comunque la sua opera?
Se non hai quello che
chiedi, non devi comunque predicare il vangelo?
Dio cambia se tu non
hai nulla o rimane sempre e comunque Dio onnipotente?
E se Egli viene
rinnegato, non esiste comunque?
Si, vi dico...è per questo passiamo
afflizioni, perché anche allora Lo dobbiamo lodare, e saremo sempre
consolati. Paolo ci da un grande esempio di cosa significhi quello
che ho appena detto: II cor. 1: 3-11; 4:8-11/ 16-17; 7: 5-6/ 9-11.
Collegandosi al verso
1: 11 comprendiamo l'importanza della preghiera e l'importanza di
questo gruppo di persone. Avete visto quanti deserti che qui
chiamiamo afflizioni, ma ci passiamo tutti e per non perdere la
bussola nel deserto dobbiamo porre bene lo sguardo sulla nostra FEDE
e dove essa punta.
Puntare lo sguardo non
alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, che sono
eterne ci dice II cor. 4: 18, facendoci comprendere di non dare adito
alle sensazioni umane, infatti, la fede non si basa su emozioni o su
come ci sentiamo, Dio c'è sia che sei triste sia che sei allegro.
Come ci spiega meglio II cor. 5: 1-9, ponendo attenzione al verso 7
« camminiamo per fede e non per visione ».
ora per fare tutto
questo dobbiamo avere dei requisiti:
- UMILTA' II cor. 4:7 siamo dei vasi di terra per dimostrare l'eccellenza di Dio.
- Un CONCETTO SOBRIO DI NOI STESSI II cor. 10: 13- 18 per non andare oltre ciò che Dio ci comanda.
- SAPERE COSA CI ASPETTA COME SERVI DI DIO II cor. 11: 23-28, fatiche, percosse, insulti, bestemmie, disavventure e imprevisti.
Il Signore sia con voi
in ogni tempo, fino al suo ritorno glorioso.
Gesù torna presto,
Amen.
2008
venerdì 11 ottobre 2013
Umiltà
L'Umiltà non è dire sempre no a tutto: se siamo capaci di fare qualcosa dobbiamo dirlo, dire di non essere capaci di fare qualcosa quando lo si è, è falsa umiltà, nonchè una bugia.
Prima di tutto dobbiamo avere una chiara e onesta stima di noi stessi, Romani 12:3.
Nella Verità c'è umiltà: quando Gesù dice "prendete esempio da me che sono umile e mansueto" Matteo 11:29, può sembrare arrogante, ma è la verità, perchè Lui è così! O quando dice di essere il Cristo, Dio in persona, immaginate per le persone presenti quanto può essere sembrato presuntuoso, ma Lui diceva il vero, quindi non c'è ne orgoglio ne presunzione nel dire la Verità.
Quindi una volta che abbiamo le idee chiare su chi siamo, possiamo parlare del vero. Ma è cosa facciamo di questa verità che determina la nostra umiltà, qual'è lo scopo per cui utilizziamo la Verità.
Se utilizziamo i nostri diritti o la verità per scopi malvagi, non per proclamare la Giustizia, se usiamo la verità per prendere vantaggio sugli altri, per ferirli, per punirli, per sentirci superiori, se usiamo la verità per essere ammirati o per mettere i doni in vetrina e non essere usati per il beneficio altrui...Quella è mancanza di Umiltà.
Se uno ha un dono di insegnamento, quel dono deve essere riconosciuto, e non c'è orgoglio nel dire che uno a quel dono. L'Orgoglio (mancanza di umiltà) nasce nel momento in cui vietiamo a certe persone di usare di quel dono, quando non lo condividiamo con nessuno.
Ad esempio: accettiamo di insegnare solo se ci chiamano per una conferenza, però se una persona ci chiede di spiegargli qualcosa rifiutiamo, perchè in quello non c'è riconoscimento da parte di nessuno, o quella persona non è importante per noi.
Prima di tutto dobbiamo avere una chiara e onesta stima di noi stessi, Romani 12:3.
Nella Verità c'è umiltà: quando Gesù dice "prendete esempio da me che sono umile e mansueto" Matteo 11:29, può sembrare arrogante, ma è la verità, perchè Lui è così! O quando dice di essere il Cristo, Dio in persona, immaginate per le persone presenti quanto può essere sembrato presuntuoso, ma Lui diceva il vero, quindi non c'è ne orgoglio ne presunzione nel dire la Verità.
Quindi una volta che abbiamo le idee chiare su chi siamo, possiamo parlare del vero. Ma è cosa facciamo di questa verità che determina la nostra umiltà, qual'è lo scopo per cui utilizziamo la Verità.
Se utilizziamo i nostri diritti o la verità per scopi malvagi, non per proclamare la Giustizia, se usiamo la verità per prendere vantaggio sugli altri, per ferirli, per punirli, per sentirci superiori, se usiamo la verità per essere ammirati o per mettere i doni in vetrina e non essere usati per il beneficio altrui...Quella è mancanza di Umiltà.
Se uno ha un dono di insegnamento, quel dono deve essere riconosciuto, e non c'è orgoglio nel dire che uno a quel dono. L'Orgoglio (mancanza di umiltà) nasce nel momento in cui vietiamo a certe persone di usare di quel dono, quando non lo condividiamo con nessuno.
Ad esempio: accettiamo di insegnare solo se ci chiamano per una conferenza, però se una persona ci chiede di spiegargli qualcosa rifiutiamo, perchè in quello non c'è riconoscimento da parte di nessuno, o quella persona non è importante per noi.
7.12.11
L'Immagine di Cristo
Non abbiamo bisogno di immagini di Cristo, perchè noi siamo immagine di Cristo che Dio sta lavorando e finendo secondo quello che noi un giorno saremo: Immagine di Cristo.
6.12.11
mercoledì 9 ottobre 2013
Spezzare il Pane
Per Gesù lo spezzare il pane non è mai stata una divisione, ma moltiplicazione e unità.
Condivisione del messaggio del Vangelo, Sacrificio e unità, espansione della Chiesa...Amore dato ai popoli
Marco 8:1-9
Condivisione del messaggio del Vangelo, Sacrificio e unità, espansione della Chiesa...Amore dato ai popoli
Marco 8:1-9
11.11.11
martedì 8 ottobre 2013
Salvati per Grazia
Siamo salvati per Grazia, non per opere; le opere che facciamo sono solo un ringraziamento per il Sacrificio fatto per noi, infatti non potremo mai ripagare il Sacrificio di Gesù con le nostre opere (buone azioni), ma al meglio che possiamo lo ringraziamo per questo grandissimo dono.
Grazie Gesù
12.4.2011
martedì 1 ottobre 2013
Divinità e Umanità di Gesù Cristo
Mi sono svegliato stamattina con un pensiero angosciante: "lo spirito di Gesù non poteva essere lo Spirito Santo", ma in questo modo Gesù stesso avrebbe dovuto essere salvato!?!
Così sarebbe solo uomo e non pienamente uomo e pienamente Dio!!!
Poi mi sono ricordato che noi siamo spirito, anima e corpo e che l'anima (mente) può arrancare a vivere per un po' anche senza spirito, ed essa è il punto di contatto tra spirito e corpo. Quindi Gesù aveva come spirito lo Spirito Santo, però anima e corpo umani.
Lì ho avuto una grande rivelazione: ho capito finalmente che significa che Gesù imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì Ebrei 5:8.
Proprio la sera prima avevo letto un libro che mi aveva fatto presente che alla nuova nascita il nostro spirito è rinnovato dallo Spirito Santo e Lui viene a vivere in noi, però mente e corpo non vengono rinnovati istantaneamente; mentre il corpo non lo sarà mai, la mente va verso un processo di rinnovamento, essendo influenzata dallo spirito ora rinnovato e ci vuole tempo, perché la mente (la carne) ha desideri contrari allo Spirito.
Così sarebbe solo uomo e non pienamente uomo e pienamente Dio!!!
Poi mi sono ricordato che noi siamo spirito, anima e corpo e che l'anima (mente) può arrancare a vivere per un po' anche senza spirito, ed essa è il punto di contatto tra spirito e corpo. Quindi Gesù aveva come spirito lo Spirito Santo, però anima e corpo umani.
Lì ho avuto una grande rivelazione: ho capito finalmente che significa che Gesù imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì Ebrei 5:8.
Proprio la sera prima avevo letto un libro che mi aveva fatto presente che alla nuova nascita il nostro spirito è rinnovato dallo Spirito Santo e Lui viene a vivere in noi, però mente e corpo non vengono rinnovati istantaneamente; mentre il corpo non lo sarà mai, la mente va verso un processo di rinnovamento, essendo influenzata dallo spirito ora rinnovato e ci vuole tempo, perché la mente (la carne) ha desideri contrari allo Spirito.
"ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente" Romani 12:2
Così anche Gesù dovette imparare a sottomettere la mente allo spirito, nonostante Lui fosse Dio e avesse lo Spirito Santo.
Lui ha deciso così per rendersi uguali a noi, per partire dal nostro stesso punto. Per simpatizzare con noi, perché Lui ha patito tutto quello che noi patiamo.
Ecco che si spiega la necessità dell'ubbidienza, di preghiera di Gesù.
Mercoledì 28 Agosto 2013
sabato 28 settembre 2013
venerdì 27 settembre 2013
L'Ultima Generazione
http://www.youtube.com/watch?v=BhG11nwVFE8
questa è l'ultima o una delle ultime
generazioni che abiterà questa terra.
Non c'è mai stata una generazione come
questa;
la tecnologia ha raggiunto livelli
assurdi ed è entrata nelle nostre vite, togliendoci dei principi
fondamentali delle relazioni umane, non possiamo farne a meno;
l'idolatria ha raggiunto livelli
allucinanti;
per questo penso che se questa
generazione si rialza e decide di servire Dio, la sua scelta è
radicale!!
è tempo di non compromettersi più con
questo mondo, fino ad oggi abbiamo usato di questo mondo, ma ormai la
moralità è arrivata ad un livello cosi basso che non possiamo più
aggregarci con esso.
Dobbiamo andare contro corrente, è il
tempo di rimettere sottosopra questa terra, di cambiare la cultura
dei nostri paesi, non di assecondarla passando inosservati come
abbiamo fatto fin'ora.
È ora di cambiare quello che non va
nelle nostre culture, che, ahimè, è diventata parte delle nostre
vite.
Lo spirito di questo mondo si fa sempre
più forte e noi non ce ne rendiamo neanche conto.
Viviamo una vita cosi adagiata e
tranquilla che non ci poniamo il problema se stiamo facendo o no la
volontà di Dio realmente.
La facciamo, o crediamo di farla, solo
all'interno della chiesa, poi fuori di li siamo liberi di comportarci
come vogliamo, di prendere le decisioni senza interpellare nessuno,
ne tanto meno Dio.
E se qualcuno calpesta i nostri diritti
siamo pronti a farli rispettare.
Gesù dice di soffrire qualche danno,
di cercare amichevole accordo con i nostri avversari, di amare i
nemici, perché se amiamo solo chi ci ama, che facciamo di tanto
straordinario.
Questa è una sfida!!!
domenica 22 settembre 2013
La Pigna
La pigna dei pini si apre a seconda del calore, più caldo fa e più i suoi "petali" si allargano, ed è quando si aprono che è possibile prendere i frutti: i pinoli.Così siamo noi, più stiamo alla presenza di Dio, più il nostro cuore si apre e più il nostro cuore si apre e più diamo frutto: Amore, Speranza, Fede, Benevolenza, Carità, Pace, Gentilezza, Autocontrollo, Mitezza, Bontà, Misericordi (Galati 5:22).
nota del 6-8-2012
sabato 21 settembre 2013
Miserabilità in Umiltà
Sotto la Grazia di Cristo possiamo avere 3 attitudini, ma solo una di queste è quella da adottare:
- Superbia
- Miserabilità (parola coniata per l'occasione: essere o sentirsi miserabili)
- Umiltà
Di primo acchitto tutti risponderemmo che la risposta giusta è l'umiltà e che di certo non facciamo parte delle altre due categorie, ma se vediamo bene ci sono un sacco di noi che fanno parte delle altre due e anche io spesso mi ritrovo in una delle due, infatti è una in particolare che è presente nelle chiese che si spaccia per buona, ma è terribile invece.
Lasciamo perdere la superbia, intesa in questo senso: persone che essendo sotto la Grazia di Dio sono convinte di non peccare più e che possono permettersi di fare cose che sono aldilà della fede, perchè "non è per opere", ma come dice Paolo "tutto mi è lecito, ma non tutto mi è utile".
Prendiamo invece in considerazione la Miserabilità: quell'atteggiamento che ci porta, in opposizione alla modalità precedente, a presentarci davanti a Dio in modo cosi miserabile e meschino da sentirci completamente inutili, ed effettivamente lo siamo! E' quando ci presentiamo a Dio piagniucolando ed elemosinando, e anche se Dio ci ha dato quello che chiediamo non crediamo di averlo ricevuto perchè "non siamo degni" o rifiutiamo delle responsabilità perchè "noi non siamo nessuno".
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.
L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.
L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.
Spirito Santo tramite Ivan Wolf
Giugno 2011
giovedì 19 settembre 2013
il Falegname
Probabilmente Gesù, per gran parte della sua vita, ha fatto il falegname, come suo "padre".
Un lavoro duro, dove non mancano gli infortuni, ma notate il paradosso: per la maggior parte della sua vita terrena Gesù ha maneggiato il legno, scegliendolo, tagliandolo, levigandolo, curandolo, lisciandolo, trasformandolo, per poi finire a morire su di un grezzo pezzo di legno, che era la Croce.
Questi siamo noi: Gesù allo stesso modo è venuto sulla Terra, umiliandosi, facendosi uomo, amandoci, mostrandoci la Via, insegnandoci, soffrendo per noi... e come ricompensa, come ringraziamento lo abbiamo ucciso. Proprio Lui che ci ha amato e curato dalla fondazione del mondo e che era li proprio per noi.
Un lavoro duro, dove non mancano gli infortuni, ma notate il paradosso: per la maggior parte della sua vita terrena Gesù ha maneggiato il legno, scegliendolo, tagliandolo, levigandolo, curandolo, lisciandolo, trasformandolo, per poi finire a morire su di un grezzo pezzo di legno, che era la Croce.
Questi siamo noi: Gesù allo stesso modo è venuto sulla Terra, umiliandosi, facendosi uomo, amandoci, mostrandoci la Via, insegnandoci, soffrendo per noi... e come ricompensa, come ringraziamento lo abbiamo ucciso. Proprio Lui che ci ha amato e curato dalla fondazione del mondo e che era li proprio per noi.
mercoledì 18 settembre 2013
Aquile e Polli
Tutti desideriamo una bella vita ricca di soddisfazioni, una vita che supera le situazioni difficili.
La Bibbia ci fa un meraviglioso esempio: quello dell'aquila, che vola al di sopra dei problemi e non si stanca di volare (Isaia 40:31).
Ma perché nella nostra vita mendichiamo da Dio e non ci sentiamo come quelle aquile che volano?
Il fatto è, che quando abbiamo accettato Cristo siamo diventati come aquile, ma satana ci fa credere di non essere tali. Non serve a nulla avere le ali di aquila se crediamo di essere polli!
Possiamo avere molti talenti, capacità e doni, ma se pensiamo che non saremo capaci di usarli rimarranno infruttuosi. Così dobbiamo avere anche il cuore dell'aquila, senza paura, e con la consapevolezza di avere due magnifiche ali e la capacità di volare.
La Bibbia ci fa un meraviglioso esempio: quello dell'aquila, che vola al di sopra dei problemi e non si stanca di volare (Isaia 40:31).
Ma perché nella nostra vita mendichiamo da Dio e non ci sentiamo come quelle aquile che volano?
Il fatto è, che quando abbiamo accettato Cristo siamo diventati come aquile, ma satana ci fa credere di non essere tali. Non serve a nulla avere le ali di aquila se crediamo di essere polli!
Possiamo avere molti talenti, capacità e doni, ma se pensiamo che non saremo capaci di usarli rimarranno infruttuosi. Così dobbiamo avere anche il cuore dell'aquila, senza paura, e con la consapevolezza di avere due magnifiche ali e la capacità di volare.
martedì 17 settembre 2013
L'Amore in un divisione
Tutti conosciamo i meravigliosi versi di 1 Corinzi 13, ma quanti di noi riescono a metterli in pratica?
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" 1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa" 1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:
- soffre ogni cosa: l'amore è pronto a qualsiasi colpo basso;
- crede ogni cosa: l'amore crede ogni cosa, cioè che ogni situazione sia sempre risolvibile e recuperabile;
- spera ogni cosa: l'amore non solo crede, ma mette la volontà di recuperare una situazione;
- sopporta ogni cosa: l'amore è comprensivo, soprattutto verso chi sbaglia, altrimenti non si parlerebbe di sopportazione.
Queste quattro caratteristiche dell'amore non si applicano a chi ha torto, ma a chi si sente nella ragione.
Chi Ama, e quindi mette in pratica tutte le caratteristiche dell'amore, è sempre dalla parte della ragione perché si troverà dalla parte di Dio.
Ma ribadendo le caratteristiche scritte in 1 Corinzi 13:7, amare è non dare importanza al fatto di avere ragione, ma umiliarsi come se non ne avessimo. Tutti siamo mancanti in questo e cerchiamo un po' di farci giustizia da soli, come succede nella giungla dove vince il più forte, ma questo modo di fare è rischioso perché senza accorgercene stiamo affermando, con le nostre azioni, che Dio non sarà capace di renderci giustizia, e allora facciamo noi...che facciamo prima.
Non cerchiamo la giustizia (personale), ma la Misericordia, perché anche chi ha errato è una persona Amata da Dio e per cui Gesù è morto. Amen.
lunedì 16 settembre 2013
Giona o Isaia?
In un tempo dove gli avvenimenti si susseguono in rapida successione, Dio cerca uomini disposti a fare la Sua Volontà, perchè la messe è grande, ma gli operai sono pochi.
Che risponderemo dunque al Signore che ci chiama?
Faremo come Giona?
L'Eterno chiama Giona, ma lui fugge e guardate che gli succede: Giona 1 e 2.
O faremo come Isaia?
Isaia 6
Nonostante Isaia stesse vedendo cose grandi e spaventose alla domanda: "chi manderemo e chi andrà per Noi?", segue una risposta stupenda: ECCOMI MANDA ME!
Preghiamo il Signore di essere tutti come Isaia.
Che risponderemo dunque al Signore che ci chiama?
Faremo come Giona?
L'Eterno chiama Giona, ma lui fugge e guardate che gli succede: Giona 1 e 2.
O faremo come Isaia?
Isaia 6
Nonostante Isaia stesse vedendo cose grandi e spaventose alla domanda: "chi manderemo e chi andrà per Noi?", segue una risposta stupenda: ECCOMI MANDA ME!
Preghiamo il Signore di essere tutti come Isaia.
domenica 15 settembre 2013
L'Acqua dalla Roccia
Chiedevo a Dio di andare oltre, voglio più di Lui in me, voglio che il mio rapporto personale con il Signore sia più forte e più efficace.
Ho sentito questo: che ci dobbiamo rompere per fare venir fuori Gesù da dentro di noi, rompere ogni schema, rompere il nostro io, rompere il nostro carattere, noi non dobbiamo esistere più: ci dobbiamo umiliare se vogliamo vedere dei risultati.
Il Signore mi ha mostrato questo esempio in Esodo 17: 6 dove Mosè percuote la roccia per far uscire acqua, ebbene, Dio ci ha promesso che da noi sgorgherà acqua viva, ma per questo noi (la roccia) dobbiamo romperci e lasciare che l'acqua (la volontà di Dio) passi attraverso noi senza ostacoli. Mettere da parte le nostre idee e i nostri modi di fare è difficile, ma i modi di Dio non sono i nostri, e certe volte siamo duri come la roccia, ma Gesù è la vera Roccia.
Salmi 78: 15
Isaia 10: 26
Proverbi 4: 23
Ho sentito questo: che ci dobbiamo rompere per fare venir fuori Gesù da dentro di noi, rompere ogni schema, rompere il nostro io, rompere il nostro carattere, noi non dobbiamo esistere più: ci dobbiamo umiliare se vogliamo vedere dei risultati.
Il Signore mi ha mostrato questo esempio in Esodo 17: 6 dove Mosè percuote la roccia per far uscire acqua, ebbene, Dio ci ha promesso che da noi sgorgherà acqua viva, ma per questo noi (la roccia) dobbiamo romperci e lasciare che l'acqua (la volontà di Dio) passi attraverso noi senza ostacoli. Mettere da parte le nostre idee e i nostri modi di fare è difficile, ma i modi di Dio non sono i nostri, e certe volte siamo duri come la roccia, ma Gesù è la vera Roccia.
Salmi 78: 15
Isaia 10: 26
Proverbi 4: 23
nota del 2009
Risveglio
Si crede che il risveglio debba arrivare dall'alto, come una cosa complessiva che prende tutti indistintamente e che cambia la persona in un attimo. Invece non è così.
Il risveglio nasce da dentro, da una costante ricerca della persona, di Dio e di come si può piacere a Lui. A quel punto Egli può aprire i Cieli e mandare la sua benedizione su quella persona.
Noi crediamo che il fulmine cada dal cielo, invece, non è proprio esatto. La carica parte dal basso, cioè dal punto idoneo affinché il fulmine si scarichi e si congiunge con le cariche che sono nella nuvola, a quel punto le cariche nella nuvola scaricano tutta la loro potenza
Il risveglio nasce da dentro, da una costante ricerca della persona, di Dio e di come si può piacere a Lui. A quel punto Egli può aprire i Cieli e mandare la sua benedizione su quella persona.
Noi crediamo che il fulmine cada dal cielo, invece, non è proprio esatto. La carica parte dal basso, cioè dal punto idoneo affinché il fulmine si scarichi e si congiunge con le cariche che sono nella nuvola, a quel punto le cariche nella nuvola scaricano tutta la loro potenza
nota del 2009
venerdì 13 settembre 2013
Il Corpo di Gesù - La Cena del Patto
Mi domandavo perché noi, come Cristiani, avessimo da soffrire così tante prove; noi siamo seguaci, fratelli e amici di Gesù e aspiriamo ad essere come Lui.
Cristo ha sofferto? I fori nelle sue mani e piedi e nel costato, un giorno, ce ne daranno conferma.
Ma c'è un significato più profondo in questo. Pensate al corpo fisico di Gesù, pieno di lividure, contusioni, sanguinante e dolorante; e, avendo letto attentamente Efesini 2: 15-16 e altri passi che confermano la stessa cosa, compendiamo che noi siamo il Corpo Spirituale di Cristo e che patiremo dei soprusi, dice Gesù: "se lo hanno fatto a me lo faranno anche a voi".
Cosa c'entra tutto ciò con la Santa Cena?!?
I due simboli, il pane e il vino, rappresentano corpo e sangue di Gesù Cristo. Gesù disse, dopo aver spezzato il pane: "questo è il mio corpo, che è dato per voi, fate questo in memoria di me".
Ora se il pane è il corpo di Cristo e noi siamo Corpo di Cristo, noi siamo quel pane!!!
Così come un unico pane si spezza e crea altri pezzi che si dividono ancora, ma sempre parte dello stesso pane, Gesù ha spezzato il suo corpo per produrre noi e noi dobbiamo spezzarci per produrre altri figli di Dio e rimanere uniti come parte dello stesso corpo.
Spezzarsi significa umiliarsi, amare, dare agli altri.
Poi Gesù disse: "questo calice è il Nuovo Patto nel mio Sangue, che è sparso per voi".
Siamo tanti pezzettini di pane facenti parte di un unico pane, la cosa che ci unisce è il vino, cioè il Sangue di Cristo Gesù, cioè il Suo Spirito presente in ognuno di noi che è il medesimo, così come c'è un solo Corpo, un solo Patto, un solo Figlio, un solo Spirito e un solo Dio, una sola morte e un solo nome che prevale sulle tenebre, Gesù Cristo! Alleluia, Amen.
Cristo ha sofferto? I fori nelle sue mani e piedi e nel costato, un giorno, ce ne daranno conferma.
Ma c'è un significato più profondo in questo. Pensate al corpo fisico di Gesù, pieno di lividure, contusioni, sanguinante e dolorante; e, avendo letto attentamente Efesini 2: 15-16 e altri passi che confermano la stessa cosa, compendiamo che noi siamo il Corpo Spirituale di Cristo e che patiremo dei soprusi, dice Gesù: "se lo hanno fatto a me lo faranno anche a voi".
Cosa c'entra tutto ciò con la Santa Cena?!?
I due simboli, il pane e il vino, rappresentano corpo e sangue di Gesù Cristo. Gesù disse, dopo aver spezzato il pane: "questo è il mio corpo, che è dato per voi, fate questo in memoria di me".Ora se il pane è il corpo di Cristo e noi siamo Corpo di Cristo, noi siamo quel pane!!!
Così come un unico pane si spezza e crea altri pezzi che si dividono ancora, ma sempre parte dello stesso pane, Gesù ha spezzato il suo corpo per produrre noi e noi dobbiamo spezzarci per produrre altri figli di Dio e rimanere uniti come parte dello stesso corpo.
Spezzarsi significa umiliarsi, amare, dare agli altri.
Poi Gesù disse: "questo calice è il Nuovo Patto nel mio Sangue, che è sparso per voi".
Siamo tanti pezzettini di pane facenti parte di un unico pane, la cosa che ci unisce è il vino, cioè il Sangue di Cristo Gesù, cioè il Suo Spirito presente in ognuno di noi che è il medesimo, così come c'è un solo Corpo, un solo Patto, un solo Figlio, un solo Spirito e un solo Dio, una sola morte e un solo nome che prevale sulle tenebre, Gesù Cristo! Alleluia, Amen.
nota del 2009
giovedì 12 settembre 2013
Nutrire Gesù
Gesù deve crescere in noi e per crescere dobbiamo nutrirlo, affinché cresca forte in noi.
come si nutre: leggendo la Parola (la Sacra Bibbia) e mettendola in pratica.
Efesini 4: 13 - arrivare alla perfetta statura di Cristo
come si nutre: leggendo la Parola (la Sacra Bibbia) e mettendola in pratica.
Efesini 4: 13 - arrivare alla perfetta statura di Cristo
mercoledì 11 settembre 2013
Guerra!!!
Il diavolo sta ridendo di noi, si fa beffe, perchè invece di combattere lui ci stiamo facendo guerra tra noi. Il nemico è fuori, e non sono le persone!
LA GUERRA E' GIA' INIZIATA!!!
basta pensare che siamo poveri e deboli, dobbiamo combattere. il diavolo non si va a fare la pizzella la sera e non si da riposo pur di trarci in inganno.
Efesini 4: 17-32
LA GUERRA E' GIA' INIZIATA!!!
basta pensare che siamo poveri e deboli, dobbiamo combattere. il diavolo non si va a fare la pizzella la sera e non si da riposo pur di trarci in inganno.
Efesini 4: 17-32
nota del 2009
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