giovedì 7 novembre 2013

David Wilkerson - Strane manifestazioni

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Paul Washer - La piaga dell'evangelismo moderno

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Definizione di Chiesa

I Affermazione

ogni chiesa dovrebbe essere fondata sul fondamento di Cristo Gesù, secondo ciò che insegna la Parola, su una santa dottrina fondata sul vincolo dell'Amore e della misericordia e non su regole e statuti umani.
Una chiesa sempre attiva in preghiera, evangelizzazione e aiuto verso il povero.
Che si propone di raggiungere obiettivi scaturiti dalla visione – che è unica nel modo, ma uguale per motivazione, di chiesa in chiesa, di città in città, di nazione in nazione, in base a fattori socioculturali, politici e morali e soprattutto dalla chiamata di Dio.
Sì, questa è la sfida, tenere sempre la fiamma accesa: permettere sempre allo Spirito Santo di parlarci e dare direzioni, senza ammutolirlo.
La chiesa si può ben riassumere in tre parole: Fede, Speranza e Amore; senza dimenticarci che la più grande di esse è l'amore, l'essenza stessa di Dio.

La chiesa, inoltre, non è un luogo fisico o una struttura e non deve mai essere vincolata a spazi o posizioni. La Chiesa è un organismo vivo, che va aldilà delle quattro mura di un locale; e le sue manifestazioni sono oltre il mantenimento e l'amministrazione di un locale.
La Chiesa è ognuno di noi, in qualsiasi momento, quando ci si incontra in piccoli gruppi, durante un pranzo o una visita, quando testimoniamo di Lui, quindi le attività della chiesa vanno oltre i semplici culti settimanali, e i ministri non sono solo quelli che hanno a che fare con il pulpito, con la struttura o con l'avere un certo numero di persone sotto di se, ognuno è ministro (amministratore) dei propri doni spirituali e talenti, in ogni momento e in ogni dove, ogni qualvolta c'è bisogno d'aiutare qualcuno a supplire a quel bisogno. Questa è Chiesa.”


II Affermazione


il senso di appartenenza alla Chiesa di Cristo (prima universale, poi locale) dovrebbe essere indelebile e parte dell'identità del credente, come lo sono nome e cognome: quando non sei nella tua famiglia sei sempre parte di essa; a prescindere da luogo, ora, data o situazione, il sangue non si può negare, tanto meno quello di Cristo.”

mercoledì 6 novembre 2013

Paul Washer - chiese che usano mezzi carnali per attrarre visitatori

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Paul Washer - Il vero cristianesimo

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martedì 5 novembre 2013

II Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo (2008)

II Corinzi: una forte rivelazione per questo nuovo periodo

credo che nulla sia a caso e che in tutto, sia nel bene che nel male, Dio abbia il suo proposito. Ci siamo trovati a condividere le nostre esperienze e a renderci conto che qualcosa sta accadendo e che forse i tempi sono maturi per qualcosa che Dio ha già preparato. Risveglio? Non lo so, però siamo noi pronti a quello che Lui ci comanda?
Vorrei che tutti leggiate la lettera di II Corinzi interamente, possibilmente tutta in una volta per non perdere il filo del discorso che Paolo fa ai Corinzi.
Leggendola ho potuto constatare come questo libro si avvicini a questo periodo della chiesa e del nostro personale.
Spero che leggendo, anche voi abbiate delle rivelazioni e possiate aggiungerle a quelle che ho avuto io, le espongo di seguito.

I Rivelazione: «Ecco ORA è il tempo della salvezza » II cor. 6:2, non domani, non ieri e neanche oggi, ma ORA; mi ha veramente colpito questa piccola e comune parola e mi fa capire che il tempo è maturo e che noi siamo già vincitori insieme a Cristo II cor. 2:14.

II Rivelazione: « E' tempo di FARE » II cor. 8: 10-12, se i tempi sono maturi siamo pronti a FARE?
Fino adesso abbiamo voluto, ma dobbiamo passare all'azione (8:11). Ci dobbiamo mettere in testa IO POSSO, si noi possiamo perché le promesse di Dio sono SI ed AMEN II cor. 1: 20, di questo possiamo essere sicuri perché abbiamo il sigillo che è la caparra dello Spirito nei nostri cuori II cor.1: 22; 5: 5.
quindi dobbiamo avere bene in mente:
  • Chi siamo in Cristo, per Dio e anche per il mondo: siamo odore di Cristo II cor. 2: 15, e lettera di Cristo II cor 3: 3.
  • Da dove vengono le nostre capacità: le nostre capacità vengono da Dio che ci rende ministri idonei II cor. 3: 5-6.
Ma come figli di Dio come dobbiamo procedere per fare?
  • la prima cosa è il MODO DI PARLARE, avendo noi la speranza parliamo con franchezza II cor. 3: 12 perché se il nostro vangelo è velato, lo è per chi muore II cor. 4: 3, quindi parliamo di cosa noi crediamo II cor. 4: 13. Di cosa precisamente dobbiamo parlare ce lo rivela II cor. 5: 14- 21
  • la seconda cosa è il COMPORTAMENTO: esaminate attentamente il capitolo 6 fino al verso 1 del capitolo 7 (II cor. 6: 1- 18, 7:1).
  • la terza cosa, molto importante, il DARE: il dare non solo i soldi, ma tutto a Lui, più del tempo, più delle risorse, più di tutto II cor. 9: 6, e qui notiamo uno dei principi di Dio « come semini raccogli ». sforziamoci di dare le nostre vite come un offerta vivente, non solo a parole, ma abbandonandoci completamente a Lui.
  • Ultima cosa, ma non meno importante, è l'avere delle armi in nostro possesso, le armi sono sinonimo di AZIONE II cor. 10: 3-5
III Rivelazione « in qualsiasi condizione (la mia GRAZIA ti basta) » II cor. 12: 7-10.
per servire il Signore non abbiamo bisogno di condizioni favorevoli, ma di un cuore disposto. Anche se, come detto prima, le promesse di Dio sono si ed amen II cor. 1: 20, non è detto che le vedremo realizzarsi in questa vita. Comprendete il senso profondo di quello che sto dicendo:
Dio non è tenuto a darci niente e noi non potremo mai ripagare il sacrificio fatto per noi, quindi anche se Dio non dovesse benedirti, tu non dovresti fare comunque la sua opera? 
Se non hai quello che chiedi, non devi comunque predicare il vangelo? 
Dio cambia se tu non hai nulla o rimane sempre e comunque Dio onnipotente?
E se Egli viene rinnegato, non esiste comunque?
 Si, vi dico...è per questo passiamo afflizioni, perché anche allora Lo dobbiamo lodare, e saremo sempre consolati. Paolo ci da un grande esempio di cosa significhi quello che ho appena detto: II cor. 1: 3-11; 4:8-11/ 16-17; 7: 5-6/ 9-11.
Collegandosi al verso 1: 11 comprendiamo l'importanza della preghiera e l'importanza di questo gruppo di persone. Avete visto quanti deserti che qui chiamiamo afflizioni, ma ci passiamo tutti e per non perdere la bussola nel deserto dobbiamo porre bene lo sguardo sulla nostra FEDE e dove essa punta.
Puntare lo sguardo non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, che sono eterne ci dice II cor. 4: 18, facendoci comprendere di non dare adito alle sensazioni umane, infatti, la fede non si basa su emozioni o su come ci sentiamo, Dio c'è sia che sei triste sia che sei allegro. Come ci spiega meglio II cor. 5: 1-9, ponendo attenzione al verso 7 « camminiamo per fede e non per visione ».
ora per fare tutto questo dobbiamo avere dei requisiti:
  • UMILTA' II cor. 4:7 siamo dei vasi di terra per dimostrare l'eccellenza di Dio.
  • Un CONCETTO SOBRIO DI NOI STESSI II cor. 10: 13- 18 per non andare oltre ciò che Dio ci comanda.
  • SAPERE COSA CI ASPETTA COME SERVI DI DIO II cor. 11: 23-28, fatiche, percosse, insulti, bestemmie, disavventure e imprevisti.

Il Signore sia con voi in ogni tempo, fino al suo ritorno glorioso.

Gesù torna presto, Amen.

2008

venerdì 11 ottobre 2013

Umiltà

L'Umiltà non è dire sempre no a tutto: se siamo capaci di fare qualcosa dobbiamo dirlo, dire di non essere capaci di fare qualcosa quando lo si è, è falsa umiltà, nonchè una bugia.
Prima di tutto dobbiamo avere una chiara e onesta stima di noi stessi, Romani 12:3.
Nella Verità c'è umiltà: quando Gesù dice "prendete esempio da me che sono umile e mansueto" Matteo 11:29, può sembrare arrogante, ma è la verità, perchè Lui è così! O quando dice di essere il Cristo, Dio in persona, immaginate per le persone presenti quanto può essere sembrato presuntuoso, ma Lui diceva il vero, quindi non c'è ne orgoglio ne presunzione nel dire la Verità.
Quindi una volta che abbiamo le idee chiare su chi siamo, possiamo parlare del vero. Ma è cosa facciamo di questa verità che determina la nostra umiltà, qual'è lo scopo per cui utilizziamo la Verità.
Se utilizziamo i nostri diritti o la verità per scopi malvagi, non per proclamare la Giustizia, se usiamo la verità per prendere vantaggio sugli altri, per ferirli, per punirli, per sentirci superiori, se usiamo la verità per essere ammirati o per mettere i doni in vetrina e non essere usati per il beneficio altrui...Quella è mancanza di Umiltà.
Se uno ha un dono di insegnamento, quel dono deve essere riconosciuto, e non c'è orgoglio nel dire che uno a quel dono. L'Orgoglio (mancanza di umiltà) nasce nel momento in cui vietiamo a certe persone di usare di quel dono, quando non lo condividiamo con nessuno.
Ad esempio: accettiamo di insegnare solo se ci chiamano per una conferenza, però se una persona ci chiede di spiegargli qualcosa rifiutiamo, perchè in quello non c'è riconoscimento da parte di nessuno, o quella persona non è importante per noi.
7.12.11

L'Immagine di Cristo

Non abbiamo bisogno di immagini di Cristo, perchè noi siamo immagine di Cristo che Dio sta lavorando e finendo secondo quello che noi un giorno saremo: Immagine di Cristo.
6.12.11

mercoledì 9 ottobre 2013

Spezzare il Pane

Per Gesù lo spezzare il pane non è mai stata una divisione, ma moltiplicazione e unità.
Condivisione del messaggio del Vangelo, Sacrificio e unità, espansione della Chiesa...Amore dato ai popoli
Marco 8:1-9

11.11.11

martedì 8 ottobre 2013

Salvati per Grazia

Siamo salvati per Grazia, non per opere; le opere che facciamo sono solo un ringraziamento per il Sacrificio fatto per noi, infatti non potremo mai ripagare il Sacrificio di Gesù con le nostre opere (buone azioni), ma al meglio che possiamo lo ringraziamo per questo grandissimo dono.
Grazie Gesù
12.4.2011

martedì 1 ottobre 2013

Divinità e Umanità di Gesù Cristo

Mi sono svegliato stamattina con un pensiero angosciante: "lo spirito di Gesù non poteva essere lo Spirito Santo", ma in questo modo Gesù stesso avrebbe dovuto essere salvato!?!
Così sarebbe solo uomo e non pienamente uomo e pienamente Dio!!!
Poi mi sono ricordato che noi siamo spirito, anima e corpo e che l'anima (mente) può arrancare a vivere per un po' anche senza spirito, ed essa è il punto di contatto tra spirito e corpo. Quindi Gesù aveva come spirito lo Spirito Santo, però anima e corpo umani.
Lì ho avuto una grande rivelazione: ho capito finalmente che significa che Gesù imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì Ebrei 5:8.
Proprio la sera prima avevo letto un libro che mi aveva fatto presente che alla nuova nascita il nostro spirito è rinnovato dallo Spirito Santo e Lui viene a vivere in noi, però mente e corpo non vengono rinnovati istantaneamente; mentre il corpo non lo sarà mai, la mente va verso un processo di rinnovamento, essendo influenzata dallo spirito ora rinnovato e ci vuole tempo, perché la mente (la carne) ha desideri contrari allo Spirito.
"ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente" Romani 12:2

Così anche Gesù dovette imparare a sottomettere la mente allo spirito, nonostante Lui fosse Dio e avesse lo Spirito Santo.
Lui ha deciso così per rendersi uguali a noi, per partire dal nostro stesso punto. Per simpatizzare con noi, perché Lui ha patito tutto quello che noi patiamo.
Ecco che si spiega la necessità dell'ubbidienza, di preghiera di Gesù.
Mercoledì 28 Agosto 2013

venerdì 27 settembre 2013

L'Ultima Generazione

http://www.youtube.com/watch?v=BhG11nwVFE8

questa è l'ultima o una delle ultime generazioni che abiterà questa terra.
Non c'è mai stata una generazione come questa;

la tecnologia ha raggiunto livelli assurdi ed è entrata nelle nostre vite, togliendoci dei principi fondamentali delle relazioni umane, non possiamo farne a meno;

l'idolatria ha raggiunto livelli allucinanti;

per questo penso che se questa generazione si rialza e decide di servire Dio, la sua scelta è radicale!!

è tempo di non compromettersi più con questo mondo, fino ad oggi abbiamo usato di questo mondo, ma ormai la moralità è arrivata ad un livello cosi basso che non possiamo più aggregarci con esso.
Dobbiamo andare contro corrente, è il tempo di rimettere sottosopra questa terra, di cambiare la cultura dei nostri paesi, non di assecondarla passando inosservati come abbiamo fatto fin'ora.
È ora di cambiare quello che non va nelle nostre culture, che, ahimè, è diventata parte delle nostre vite.

Lo spirito di questo mondo si fa sempre più forte e noi non ce ne rendiamo neanche conto.
Viviamo una vita cosi adagiata e tranquilla che non ci poniamo il problema se stiamo facendo o no la volontà di Dio realmente.

La facciamo, o crediamo di farla, solo all'interno della chiesa, poi fuori di li siamo liberi di comportarci come vogliamo, di prendere le decisioni senza interpellare nessuno, ne tanto meno Dio.

E se qualcuno calpesta i nostri diritti siamo pronti a farli rispettare.
Gesù dice di soffrire qualche danno, di cercare amichevole accordo con i nostri avversari, di amare i nemici, perché se amiamo solo chi ci ama, che facciamo di tanto straordinario.


Questa è una sfida!!!

domenica 22 settembre 2013

La Pigna

La pigna dei pini si apre a seconda del calore, più caldo fa e più i suoi "petali" si allargano, ed è quando si aprono che è possibile prendere i frutti: i pinoli.
Così siamo noi, più stiamo alla presenza di Dio, più il nostro cuore si apre e più il nostro cuore si apre e più diamo frutto: Amore, Speranza, Fede, Benevolenza, Carità, Pace, Gentilezza, Autocontrollo, Mitezza, Bontà, Misericordi (Galati 5:22).
nota del 6-8-2012

sabato 21 settembre 2013

Miserabilità in Umiltà

Sotto la Grazia di Cristo possiamo avere 3 attitudini, ma solo una di queste è quella da adottare:

  • Superbia
  • Miserabilità (parola coniata per l'occasione: essere o sentirsi miserabili)
  • Umiltà
Di primo acchitto tutti risponderemmo che la risposta giusta è l'umiltà e che di certo non facciamo parte delle altre due categorie, ma se vediamo bene ci sono un sacco di noi che fanno parte delle altre due e anche io spesso mi ritrovo in una delle due, infatti è una in particolare che è presente nelle chiese che si spaccia per buona, ma è terribile invece.
Lasciamo perdere la superbia, intesa in questo senso: persone che essendo sotto la Grazia di Dio sono convinte di non peccare più e che possono permettersi di fare cose che sono aldilà della fede, perchè "non è per opere", ma come dice Paolo "tutto mi è lecito, ma non tutto mi è utile".
Prendiamo invece in considerazione la Miserabilità: quell'atteggiamento che ci porta, in opposizione alla modalità precedente, a presentarci davanti a Dio in modo cosi miserabile e meschino da sentirci completamente inutili, ed effettivamente lo siamo! E' quando ci presentiamo a Dio piagniucolando ed elemosinando, e anche se Dio ci ha dato quello che chiediamo non crediamo di averlo ricevuto perchè "non siamo degni" o rifiutiamo delle responsabilità perchè "noi non siamo nessuno".
Non confondete questo atteggiamento con l'umiltà: non lo è assolutamente, anzi, c'è più orgoglio in un atteggiamento del genere che non in quello di superbia.
Si! Perché squalifichiamo la Grazia di Dio nella nostra vita, la rendiamo nulla, torniamo sempre allo stesso stato di schiavi ( e non vogliamo essere liberati), non accettiamo quello che realmente siamo: salvati per un sacrificio che è costato la vita di Dio e ora siamo figli suoi e suoi eredi.
Noi possiamo piangere e non pentirci realmente, disperarci, ma non cambiare cuore: questo è essere miserabili.

L'umiltà invece è un altra cosa: è la consapevolezza di essere ciò che si è, senza aggiungere o togliere nulla, se abbiamo peccato lo dobbiamo riconoscere, confessarlo e decidere di cambiare percorso per cercare di non commetterlo di nuovo, questo fa l'umile.
Possiamo, dunque, usare la miserabilità per trasformarla in umiltà, visto che il miserabile si sente permanentemente peccatore, prendiamo ciò che è vero, sfruttiamo questo aspetto e mettiamo tutto nelle mani di Dio, pentendoci delle cose fatte, ma poi ricevendo da Lui dignità di essere stati lavati nel suo sangue ed essere sempre e comunque (a meno che non lo rinneghiamo volutamente): figli di Dio, amministratori, ambasciatori, eredi, coeredi di Cristo, collaboratori...Wow.

Spirito Santo tramite Ivan Wolf
Giugno 2011 

giovedì 19 settembre 2013

il Falegname

Probabilmente Gesù, per gran parte della sua vita, ha fatto il falegname, come suo "padre".
Un lavoro duro, dove non mancano gli infortuni, ma notate il paradosso: per la maggior parte della sua vita terrena Gesù ha maneggiato il legno, scegliendolo, tagliandolo, levigandolo, curandolo, lisciandolo, trasformandolo, per poi finire a morire su di un grezzo pezzo di legno, che era la Croce.
Questi siamo noi: Gesù allo stesso modo è venuto sulla Terra, umiliandosi, facendosi uomo, amandoci, mostrandoci la Via, insegnandoci, soffrendo per noi... e come ricompensa, come ringraziamento lo abbiamo ucciso. Proprio Lui che ci ha amato e curato dalla fondazione del mondo e che era li proprio per noi.

nota del 14-12-2010 

mercoledì 18 settembre 2013

Aquile e Polli

Tutti desideriamo una bella vita ricca di soddisfazioni, una vita che supera le situazioni difficili.
La Bibbia ci fa un meraviglioso esempio: quello dell'aquila, che vola al di sopra dei problemi e non si stanca di volare (Isaia 40:31).
Ma perché nella nostra vita mendichiamo da Dio e non ci sentiamo come quelle aquile che volano?
Il fatto è, che quando abbiamo accettato Cristo siamo diventati come aquile, ma satana ci fa credere di non essere tali. Non serve a nulla avere le ali di aquila se crediamo di essere polli!
Possiamo avere molti talenti, capacità e doni, ma se pensiamo che non saremo capaci di usarli rimarranno infruttuosi. Così dobbiamo avere anche il cuore dell'aquila, senza paura, e con la consapevolezza di avere due magnifiche ali e la capacità di volare.
nota del 14-12-2010

martedì 17 settembre 2013

L'Amore in un divisione

Tutti conosciamo i meravigliosi versi di 1 Corinzi 13, ma quanti di noi riescono a metterli in pratica?
E in momenti difficili, come una divisione, qual'è l'atteggiamento da adottare come Cristiani?
Certamente ognuna delle parti crede di avere ragione e sicuramente ognuno ha le sue "verità", ma per Dio tutto questo non conta perché anche se uno avesse il 100% di ragione guardate come si dovrebbe comportare secondo l'Amore Divino:
"l'amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa"  1 Corinzi 13:7
Analizziamo questa frase:

  • soffre ogni cosa: l'amore è pronto a qualsiasi colpo basso;
  • crede ogni cosa: l'amore crede ogni cosa, cioè che ogni situazione sia sempre risolvibile e recuperabile;
  • spera ogni cosa: l'amore non solo crede, ma mette la volontà di recuperare una situazione;
  • sopporta ogni cosa: l'amore è comprensivo, soprattutto verso chi sbaglia, altrimenti non si parlerebbe di sopportazione.
Queste quattro caratteristiche dell'amore non si applicano a chi ha torto, ma a chi si sente nella ragione.
Chi Ama, e quindi mette in pratica tutte le caratteristiche dell'amore, è sempre dalla parte della ragione perché si troverà dalla parte di Dio.
Ma ribadendo le caratteristiche scritte in 1 Corinzi 13:7, amare è non dare importanza al fatto di avere ragione, ma umiliarsi come se non ne avessimo. Tutti siamo mancanti in questo e cerchiamo un po' di farci giustizia da soli, come succede nella giungla dove vince il più forte, ma questo modo di fare è rischioso perché senza accorgercene stiamo affermando, con le nostre azioni, che Dio non sarà capace di renderci giustizia, e allora facciamo noi...che facciamo prima.
Non cerchiamo la giustizia (personale), ma la Misericordia, perché anche chi ha errato è una persona Amata da Dio e per cui Gesù è morto. Amen.

lunedì 16 settembre 2013

Giona o Isaia?

In un tempo dove gli avvenimenti si susseguono in rapida successione, Dio cerca uomini disposti a fare la Sua Volontà, perchè la messe è grande, ma gli operai sono pochi.
Che risponderemo dunque al Signore che ci chiama?
Faremo come Giona?
L'Eterno chiama Giona, ma lui fugge e guardate che gli succede: Giona 1 e 2.
O faremo come Isaia?
Isaia 6
Nonostante Isaia stesse vedendo cose grandi e spaventose alla domanda: "chi manderemo e chi andrà per Noi?", segue una risposta stupenda: ECCOMI MANDA ME!
Preghiamo il Signore di essere tutti come Isaia.

domenica 15 settembre 2013

L'Acqua dalla Roccia

Chiedevo a Dio di andare oltre, voglio più di Lui in me, voglio che il mio rapporto personale con il Signore sia più forte e più efficace.
Ho sentito questo: che ci dobbiamo rompere per fare venir fuori Gesù da dentro di noi, rompere ogni schema, rompere il nostro io, rompere il nostro carattere, noi non dobbiamo esistere più: ci dobbiamo umiliare se vogliamo vedere dei risultati.
Il Signore mi ha mostrato questo esempio in Esodo 17: 6 dove Mosè percuote la roccia per far uscire acqua, ebbene, Dio ci ha promesso che da noi sgorgherà acqua viva, ma per questo noi (la roccia) dobbiamo romperci e lasciare che l'acqua (la volontà di Dio) passi attraverso noi senza ostacoli. Mettere da parte le nostre idee e i nostri modi di fare è difficile, ma i modi di Dio non sono i nostri, e certe volte siamo duri come la roccia, ma Gesù è la vera Roccia.

Salmi 78: 15
Isaia 10: 26
Proverbi 4: 23
nota del 2009

Risveglio

Si crede che il risveglio debba arrivare dall'alto, come una cosa complessiva che prende tutti indistintamente e che cambia la persona in un attimo. Invece non è così.
Il risveglio nasce da dentro, da una costante ricerca della persona, di Dio e di come si può piacere a Lui. A quel punto Egli può aprire i Cieli e mandare la sua benedizione su quella persona.
Noi crediamo che il fulmine cada dal cielo, invece, non è proprio esatto. La carica parte dal basso, cioè dal punto idoneo affinché il fulmine si scarichi e si congiunge con le cariche che sono nella nuvola, a quel punto le cariche nella nuvola scaricano tutta la loro potenza

nota del 2009

venerdì 13 settembre 2013

Il Corpo di Gesù - La Cena del Patto

Mi domandavo perché noi, come Cristiani, avessimo da soffrire così tante prove; noi siamo seguaci, fratelli e amici di Gesù e aspiriamo ad essere come Lui.
Cristo ha sofferto? I fori nelle sue mani e piedi e nel costato, un giorno, ce ne daranno conferma.
Ma c'è un significato più profondo in questo. Pensate al corpo fisico di Gesù, pieno di lividure, contusioni, sanguinante e dolorante; e, avendo letto attentamente Efesini 2: 15-16 e altri passi che confermano la stessa cosa, compendiamo che noi siamo il Corpo Spirituale di Cristo e che patiremo dei soprusi, dice Gesù: "se lo hanno fatto a me lo faranno anche a voi".
Cosa c'entra tutto ciò con la Santa Cena?!?
I due simboli, il pane e il vino, rappresentano corpo e sangue di Gesù Cristo. Gesù disse, dopo aver spezzato il pane: "questo è il mio corpo, che è dato per voi, fate questo in memoria di me".
Ora se il pane è il corpo di Cristo e noi siamo Corpo di Cristo, noi siamo quel pane!!!
Così come un unico pane si spezza e crea altri pezzi che si dividono ancora, ma sempre parte dello stesso pane, Gesù ha spezzato il suo corpo per produrre noi e noi dobbiamo spezzarci per produrre altri figli di Dio e rimanere uniti come parte dello stesso corpo.
Spezzarsi significa umiliarsi, amare, dare agli altri.
Poi Gesù disse: "questo calice è il Nuovo Patto nel mio Sangue, che è sparso per voi".
Siamo tanti pezzettini di pane facenti parte di un unico pane, la cosa che ci unisce è il vino, cioè il Sangue di Cristo Gesù, cioè il Suo Spirito presente in ognuno di noi che è il medesimo, così come c'è un solo Corpo, un solo Patto, un solo Figlio, un solo Spirito e un solo Dio, una sola morte e un solo nome che prevale sulle tenebre, Gesù Cristo! Alleluia, Amen.

nota del 2009

giovedì 12 settembre 2013

Nutrire Gesù

Gesù deve crescere in noi e per crescere dobbiamo nutrirlo, affinché cresca forte in noi.
come si nutre: leggendo la Parola (la Sacra Bibbia) e mettendola in pratica.
Efesini 4: 13 - arrivare alla perfetta statura di Cristo

mercoledì 11 settembre 2013

Guerra!!!

Il diavolo sta ridendo di noi, si fa beffe, perchè invece di combattere lui ci stiamo facendo guerra tra noi. Il nemico è fuori, e non sono le persone!
LA GUERRA E' GIA' INIZIATA!!!
basta pensare che siamo poveri e deboli, dobbiamo combattere. il diavolo non si va a fare la pizzella la sera e non si da riposo pur di trarci in inganno.
Efesini 4: 17-32 
nota del 2009