sabato 17 maggio 2014

In Volo Per La Libertà - La Storia di Domenico, parte 7

Un altra volta era successo che la mano del Signore mi aveva salvato in modo evidente ma anche allora non seppi riconoscere l’intervento di Dio: un paio di anni prima, ero già insieme alla Francisca, avevamo finito di lavorare e ritornavamo a casa dal lavoro, era verso l’una di notte; poco prima di arrivare a casa, imboccammo una curva e non feci in tempo a guardare davanti che ci ritrovammo fuori strada dentro un canale di scolo, la strada era piena di “letame” e la macchina era schizzata via; non c’eravamo fatti male, neanche un graffio ma non finiva li, sopraggiungeva una autocisterna che come imbocca la curva si piega verso di noi; ero terrorizzato, guardavo impotente e non potevo fare niente, io mi trovavo leggermente avanti rispetto alla Francisca, ma lei era completamente sotto; in quel momento i miei occhi si sorprendevano di quello che stava accadendo: come se una grande mano avesse afferrato il tir e l’avesse adagiato di nuovo sulla strada facendogli riprendere la sua normale corsa. Cosa era successo? Quale forza aveva potuto fare questo?
“Voi mi avete visto, eppure non credete!”
Tutto credevo tranne che quella era la mano del Signore!
Pensavo ad i santi, a qualcosa di morto e sepolto o a qualche fatalità ma questo perché la verità non era entrata ancora nel mio cuore. La Francisca mi aveva parlato qualche volta degli evangelici, mi diceva che sua madre era evangelica e che la sua famiglia era simpatizzante, ma per me era una delle tante correnti religiose che avevo conosciuto nelle mie letture, sapevo poco della riforma luterana e niente sapevo del risveglio pentecostale, ci volevano ancora molti anni prima di conoscere Gesù vivente, la bellezza e la dolcezza dello Spirito Santo, la sua potenza, la conoscenza e la sapienza che venivano da Dio, i vari spiriti e il discernimento, le lingue e i doni di Dio. Intanto continuavo a vivere una vita senza nessuna regola. Era arrivato il momento di curarmi seriamente e incominciai, con i consigli di mio fratello e dei miei genitori, a seguire le cure di uno psichiatra. La mia vita si regolarizzò, almeno in apparenza e potei continuare a vivere con psicofarmaci e sedute di analisi. Diciamo che è stato un periodo migliore rispetto a molti altri, riuscivo a guadagnare bene, passavo molto più tempo con mia figlia e devo dire che lei dava molta soddisfazione, i tempi delle grandi crisi sembravano allontanarsi. Nel giugno del 2005 sposai Francisca, anche se in famiglia questo matrimonio non fu ben accetto soprattutto da mia figlia e i mie genitori, trovai invece un buon consenso da parte di mio fratello e devo dire che in quel periodo ci fu un avvicinamento, non siamo mai andati molto d’accordo ma in quella occasione mio fratello mi appoggiò. Ma il ladro era dietro l’angolo in agguato e doveva colpirmi ancora.

“Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”.(Giovanni 8:32)

Doveva passare ancora qualche anno prima di leggere queste parole e di assorbirne il significato. Dopo che mia figlia si diplomò al liceo linguistico le cose andavano bene, la mia situazione era molto buona, eravamo tutti felici per mia figlia e mia nipote che avevano superato gli esami di maturità con ottimi voti, acquistai una macchina e incominciai a diminuire gli psicofarmaci. Ma non era così, la crisi economica era alle porte ed io incominciavo a fare debiti non pensando mai che questo avrebbe colpito anche me. I debiti crescevano la crisi avanzava e il nemico si divertiva. Persi il lavoro ma non mi persi d’animo, pensavo che da solo potevo farcela. Feci qualche domanda, presentai il mio curriculum da qualche parte e trovai lavoro. Non era così semplice! Lavorando nella ristorazione la mia relazione col cibo era cambiata molto, mangiavo continuamente e questo aveva fatto aumentare notevolmente il mio peso, non sono mai stato molto in forma ma ormai avevo superato i 130 kg, in più avevo constatato che il mio udito non era più normale. Feci un esame audiometrico e dall’esame risultò che avevo perso più del 60 % dell’udito. Si faceva sentire di nuovo un grave problema psicologico. I lavori che trovai non erano economicamente soddisfacenti e lo stipendio non bastava per coprire i debiti. Incominciai a saltare alcune rate e la cosa precipitò. I creditore erano assillanti e non riuscivo a vivere, non sapevo cosa fare, la situazione peggiorava di giorno in giorno. Rabbia, ira, disperazione erano di nuovo nella mia vita peggio di prima. Questa volta non pensavo al suicidio ma scappai un paio di volte dal lavoro e da casa. Non riuscivo a risolvere questa cosa. Invocai l’aiuto del Signore ma pensavo che era troppo tardi, che non mi ascoltava: non sapevo che invece la mia VERA conversione era vicina e che questo faceva parte del piano di Dio per la mia salvezza: ciò che avevo rincorso per anni era vicino più di quanto non pensassi!
                                                                                                                                          continua...

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